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Il mio quartiere di Maria Paola Vozzo

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Cammino per le vie del mio quartiere, o forse del mio quartiere adottivo, quello di cui percorro ogni giorno, da tre anni, le solite strade lunghe larghe e possenti. Sento che apparterrò a questo luogo, sia adesso che in futuro, poiché se questo quartiere potesse parlare saprebbe descrivere a pieno le mie emozioni. Esco ogni mattina presto dalla metro di piazza Vittorio e mi dirigo verso scuola, prendendo via Carlo Alberto: mi trovo in pieno centro. Qui mi soffermo, riprendo fiato e inizio a camminare, mi piace vedere Roma di prima mattina, specialmente quando si tratta di una bella giornata, respiro quell'aria fresca ancora poco intrisa di smog, ho il privilegio di camminare sugli storici e ottocenteschi sampietrini che dopo secoli restano ancora lì, intatti, come simboleggiassero la maestosità e la gloria di Roma. Mi immetto in questa strada ogni giorno diversamente, in base ai vari pensieri quotidiani, ma mai senza osservare i minimi dettagli che la compongono, scoprendone ogni volta uno diverso. Questa città ha la capacità, infatti, di farmi distogliere la mente per alcuni istanti, da tutte le altre cose riguardanti la mia noiosa routine, e di concentrami su quello che ho attorno poiché troppo piena di cose da smascherare. Sento il solito profumo di cornetti caldi provenienti da un bar Cinese poco distante, una serie di Hotel, turisti che fanno colazione, altri che girovagano con i telefoni e le cartine in mano in cerca di una meta, speranzosi di rimanere appagati da questa città la cui fama è nota in tutto il mondo. I portici di piazza Vittorio mi riconducono ai portici tipici della città di Bologna, che furono impiegati allo scopo di aumentare gli spazi abitativi necessari per far fronte al forte incremento della popolazione dovuto all'arrivo di studenti.

Sorpasso un'edicola e vedo di fronte a me la maestosa basilica di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche papali di Roma situata a Rione Monti e collocata sulla sommità del colle Esquilino. Intorno a essa si erge Rione monti, primo rione di Roma; sembra quasi un paesino medievale, fuori del contesto degli altri quartieri, ricco di stradine strette e case piccole ben edificate.

Capite bene quanto sia immenso il mio stupore e quanto colori di speranza e gioia le mie giornate questa struttura, tutte le volte che la vedo; riesce a subentrare nei miei pensieri distogliendo lo sguardo dal mio quartiere di estrema periferia, situato a Roma sud-est, dove tutto ha un'atmosfera monotona, grigia e oscura e dove scorgo solo volti afflitti, quasi condannati all'idea di condurre per sempre una vita non scelta, o magari scelta inconsapevolmente a un'età troppo giovane.

Maria Paola Vozzo

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