Già da bambino ho potuto riscontrare alcune caratteristiche del mio quartiere che è più corretto definire Rione: in primis la quantità e la ricchezza dei monumenti, la varietà etnica ma allo stesso tempo la sua forte identità e poi, in senso negativo, il continuo e a volte snervante flusso turistico (inevitabile). In questo contesto riesco a percepire benissimo il carattere monumentale della Roma antica e i fasti dell’epoca pagana e considero ciò un privilegio. Nelle scuole di questo Rione, nelle quali mi sono formato, ho sempre condiviso la mia esperienza con altri bambini e ragazzi di diversa provenienza e appartenenti ad altre culture e questo ha costituito per me un indubbio vantaggio; infatti mi ha consentito di apprezzare in pieno la diversità culturale anche attraverso il gioco. Tuttavia, accanto a questo aspetto, non secondario, ho sempre avvertito la “tipicità” romana espressa soprattutto dai soggetti più anziani.
Questo Rione, insieme ad un altro che ho molto frequentato sin da piccolo, Testaccio, mi fa sentire a casa e, sebbene, apprezzi molto viaggiare e conoscere nuove realtà, sono sempre felice di farvi ritorno.
Molto piacevoli sono, inoltre, alcune festività tipicamente rionali che rievocano fatti o leggende e che spesso sono accompagnate da piccoli mercatini di vari articoli o da mense provvisoriamente allestite in piazza.
Diversamente non mi piace la presenza di alcuni soggetti che si atteggiano solo per il fatto di vivere in una zona che, in alcune punti, ha una vita notturna intensa e disordinata, senza apprezzarne le vere qualità, l’incredibile proliferazione dei mini market spesso a discapito delle vecchie botteghe artigianali e, come accennato sopra, la quantità di turisti di passaggio che molte volte si comportano in maniera incredibilmente maleducata oltre al frastuono notturno che, purtroppo, contraddistingue le serate estive.
Complessivamente sono contento di vivere in questo Rione perché i vantaggi sono comunque prevalenti sugli svantaggi e comunque è il luogo che mi ha visto crescere e dove si trovano anche i miei amici storici e i miei affetti.
Francesco d’Andrea