Scendo di casa,esco dal portone e il cordialissimo odore di spazzatura mi corre incontro per darmi il buongiorno.
È domenica mattina e ho le gambe pesanti.
Mi guardo intorno indeciso e un po' imbarazzato,non so da che parte andare,non lo so mai.
Scelgo di ascoltare il mio subconscio e prendo la destra,voglio andare a fare colazione, e il primo luogo che mi viene in mente è il bar in cui andavamo io, mio padre e mio fratello tutte le domeniche mattine fino ai miei undici anni più o meno.
Cammino per una cinquantina di metri e mi ritrovo sotto ai portici,non sono di buon umore per cui tengo lo sguardo basso e mi lascio travolgere dal flusso dei miei pensieri.
Mentre passeggio svogliatamente, osservo con una certa attenzione la pavimentazione del porticato e mi ci incanto,uno scampanellare forte mi sveglia da questo sogno ad occhi aperti: è il tram. Neanche il tempo di vedere se è il tram numero 5 oppure il 14 (così,giusto per curiosità), che mi supera in corsa una ragazza dai capelli rossi all'inseguimento di quest'ultimo. La seguo con lo sguardo per appurarmi che riesca a salire,faccio il tifo per lei. Il conducente per fortuna la vede prima di ripartire e le apre le porte sgangherate,accompagnate dal solito rumore di vecchio,permettendole di entrare e arrivare a destinazione. Un senso di contentezza per un attimo mi riempe,ma non appena l'antico mezzo pubblico riprende la sua strada,se ne va insieme a lui.
Proseguo il mio cammino,esco dai portici e attraverso la strada,se passo in mezzo al parco faccio prima. Entro dal cancello laterale, due vagabondi dormono uno da un lato e uno dall'altro,a mo' di statue di leoni protettori davanti ai monumenti,non mi scandalizzano più di tanto,sono abituato a scene del genere. Taglio per il parco con la pancia che brontola dalla fame,mi viene da sorridere pensando a quanto mi spaventasse fino a neanche troppo tempo fa camminare qui dentro, diciamo che non è frequentato proprio da "brava gente",ma col tempo ho capito che sono solo persone scoraggiate dalla vita,che non hanno un posto dove stare durante la giornata,che non hanno un posto neanche per dormire,non che ci volesse tanto a capirlo,ma almeno adesso ho la consapevolezza che sono (quasi) tutti innocui. Un paio di conoscenti giocano a basket alla fine del parco,sulla parte di cemento dov'è piantato un canestro consumato dal tempo,li saluto di sfuggita,non ho voglia di stare in chiacchiere. Sto uscendo dal giardino e in lontananza già vedo Luca,il proprietario del bar, che sta sull'uscio della porta a fumarsi una sigaretta,mi avvicino sempre di più e lo vedo strizzare gli occhi per mettere a fuoco chi sia l'individuo che sta arrivando verso il suo locale. Sono a due metri e ancora non mi riconosce,ci sto rimanendo male,effettivamente sono anni che non vengo qui. Non appena faccio per entrare si scosta per lasciarmi il passaggio libero,facendomi un cenno d'intesa come si fa ad un qualsiasi estraneo,non so come reagire.
Entro e vengo investito dallo stesso profumo di sette anni prima,mi dà un'emozione alquanto forte, decido di non dire niente a Luca che rientra, mi serve un caffè e mi porge una ciambella zuccherata,di quelle col buco. Gli sorrido con affetto e mi vado a sedere al tavolino in fondo. Mangio in fretta la ciambella e bevo in un sorso il caffè,non ce la faccio a stare qui dentro,è tutto così uguale a com'era allora, ho troppi ricordi impregnati di malinconia che mi assalgono. Non riesco a non ricordare con nostalgia quelle mattine in famiglia,solo noi, i maschietti di casa,non riesco a non pensare che stamattina potevamo essere noi tre insieme, invece qua ci sono solo io. Voglio evitare che mi scenda la lacrimuccia, questo posto mi fa sentire parecchio fragile e sinceramente non sono venuto qua per piangere,anzi. Mi alzo con il piattino vuoto in una mano e un fazzoletto appallottolato nell'altra,poso il piattino sul bancone,butto il fazzolettino nel secchio e vado in cassa a pagare. Esco augurando una buona giornata a Luca e ringraziandolo.
Riprendo il cammino verso casa,con le gambe ancora più pesanti e accompagnato da ancora più numerosi pensieri nella testa: potevo decisamente rimanermene a letto stamattina.
Damiano Maj