L'idea del Progetto “A scuola con Cassola” è nata nell'ottobre 2016 in una delle ore di ricevimento mattutine quando sono venuta a sapere che il sig. Franco Cenci, padre di una mia allieva, era in contatto con la famiglia Cassola e ci avrebbe aiutato volentieri ad organizzare una manifestazione per il centenario della nascita dello scrittore. Ho accettato subito la proposta con interesse, per diversi motivi: Carlo Cassola è stato allievo del Liceo Pilo Albertelli dal 1932 al 1935 e oggi è il “nume tutelare” di tutti i progetti letterari della nostra scuola (nel Piano dell'Offerta Triennale dell'Istituto, l'area letteraria porta il suo nome); l'opera cassoliana ha un grande potenziale didattico che si esprime nella varietà dei temi trattati: la formazione dell'individuo, la Resistenza, la sensibilità ecologica e il pacifismo; non nascondo, infine, che abbia giocato un ruolo importante la curiosità personale, dovuta anche all'origine grossetana della mia famiglia e quindi alla conoscenza diretta di parte dei luoghi descritti nell'opera.
Prima di intraprendere l'organizzazione, non avendo avuto notizia fino a quel momento di iniziative simili, ho ritenuto indispensabile contattare la famiglia Cassola per conoscerne il parere. Che il lavoro nascesse sotto buoni auspici mi è apparso subito chiaro dall'eccezionale disponibilità di tutti i parenti dello scrittore: le signore Barbara, Pola, Valeria e i signori Bruno e Giordano. Altrettanto disponibili e collaborativi, nonostante i numerosi impegni accademici ed editoriali, sono stati i professori Alba Andreini e Fabrizio Scrivano che non solo hanno accettato di partecipare, ma mi hanno fornito preziosi consigli per la didattica, dandomi inoltre la possibilità di discutere con loro i contributi che intendevano presentare nella Giornata conclusiva.
Stabiliti questi contatti, il percorso progettuale ha avuto inizio nel mese di dicembre 2016 ed è consistito, in primo luogo, nell'invito all'adesione ai Licei romani e alle scuole presso le quali Cassola aveva insegnato a Grosseto, Volterra, Cecina e Foligno, nonché a quelle del comune di Montecarlo di Lucca, dimora dello scrittore negli ultimi anni della vita. Dal momento che il materiale oggetto d'indagine risultava molteplice e diversificato, ho pensato di suddividerlo in diverse attività: il cineforum, il laboratorio d'arte, la ricerca presso l'archivio scolastico, il laboratorio di lettura e di scrittura in classe. Negli incontri pomeridiani del cineforum, aperto anche agli studenti di altri Istituti, sono stati proiettati i film “La ragazza di Bube” di Luigi Comencini e “Il taglio del bosco” di Vittorio Cottafavi, preceduti da un'introduzione sulla realizzazione delle pellicole a cura della dott.ssa Annalisa Guizzi. Ho escluso dalla visione “L'amore ritrovato” di Carlo Mazzacurati seguendo un suggerimento della signora Valeria, perché poco fedele alle intenzioni del racconto “Una relazione” da cui è liberamente tratto, così come “La visita” di Antonio Pietrangeli, perché la sceneggiatura non corrisponde alla trama del testo omonimo proponendo un'altra storia, seppure molto “cassoliana”. Oltre ai film, nell'ambito del cineforum sono stati proiettati un documentario inerente alla prima produzione letteraria e alcune interviste dell'autore, queste ultime molto utili per far conoscere sia la polemica sorta intorno alla critica alla Resistenza mossa da Cassola (“Carlo Cassola: a proposito della letteratura della crisi”, Cinegiornale, Istituto Luce; “Scrivere la Resistenza: Carlo Cassola”, Rai Letteratura; “Volterra: La ragazza di Bube-Carlo Cassola, Premio Strega”, Cinegiornale, Istituto Luce), che il pensiero dell'ultima fase, quello apocalittico antimilitarista degli anni '70-'80 (“Carlo Cassola: il rumore continuo della vita”, Rai Letteratura; “Beniamino Placido intervista Carlo Cassola”, Fuori Orario-20 anni prima, Rai3).
Un altro tipo di lavoro è stato quello svolto dagli studenti che hanno voluto esprimersi graficamente nell'ambito del Laboratorio di discipline pittoriche del prof. Fabio Salafia. Un piccolo gruppo di allieve, poi, si è dedicato alla ricerca dei documenti personali dell’autore nell’archivio scolastico, giungendo al reperimento delle tre pagelle degli anni in cui Cassola frequentò l'allora Liceo “Umberto I”. L’individuazione di questi documenti inediti è un contributo importante da parte della nostra scuola alla ricostruzione della vita privata delle scrittore e le pagelle in sé, lungi dall’essere una mera registrazione di voti, risultano eloquenti sulla personalità del giovane Carlo, tanto da meritare una riflessione (non sfuggita ad alcuni dei nostri studenti delle classi avanzate). Naturalmente l'attività più laboriosa è stata quella della lettura, della critica e della discussione dei testi proposti ai ragazzi, seguita dalla rielaborazione scritta che è consistita, in alcuni casi, in una riscrittura dei testi originali. Sono state così coinvolte dieci classi, tra interne ed esterne, e prodotti sessanta testi. Ai più giovani è stata destinata la lettura dei romanzi “Il taglio del bosco”, “La ragazza di Bube” e “Il Paradiso degli animali”. Il primo lavoro ha colpito i ragazzi per l'ambientazione, proiettandoli in un mondo, quello dei boscaioli maremmani, completamente sconosciuto e percepito come lontanissimo dalla loro realtà. Per “La ragazza di Bube” si può parlare invece di un -inevitabile- “transfert” di massa sui due giovani innamorati protagonisti: i ragazzi sono entrati talmente nel testo da interpolarlo nei loro lavori, proponendone nuove versioni pur non alterando mai l'originaria collocazione cronologica. “Il Paradiso degli animali” è il romanzo che gli
allievi hanno sentito più vicino per le problematiche proposte, in quanto presenti anche in altri autori che avevano già letto alle scuole medie (George Orwell, ad esempio) e perché inerenti a un futuro purtroppo ipotizzabile. L'opera è stata percepita come un apologo non solo per la sostituzione degli animali agli uomini come protagonisti, ma anche per l'aspetto didascalico/profetico, tanto che gli allievi hanno paragonato più di una volta l'opera cassoliana agli scritti di Esopo e di Fedro, nonostante le proteste della sottoscritta.
Agli studenti delle ultime classi, invece, è stato proposto di lavorare su due macro aree: i racconti brevi giovanili confluiti nella raccolta “La visita” e la critica a Cassola autore della Resistenza, comprensiva del confronto con altri scrittori che hanno affrontato lo stesso periodo con prospettive diverse. Dalle riflessioni dei ragazzi emergono tre acquisizioni principali: l'amore che l'autore porta per tutto ciò che è marginale, periferico piuttosto che centrale; la lettura subliminare del paesaggio, tesa a cogliere il senso più intimo della realtà oltre l'apparenza consueta; l'attenzione per ciò che è una visione ferma, cioè un'immagine statica suscettibile di diverse animazioni, nel tentativo letterario di costruire “un film dell'impossibile”. Per quanto riguarda il presunto revisionismo cassoliano, è risultato evidente agli studenti come la critica falsamente storicistica, che aveva bollato Cassola come superficiale e addirittura denigratore della Resistenza, possa essere facilmente confutata tenendo conto dell'attenzione dell'autore all’interazione tra i grandi avvenimenti storici e i destini individuali, interdipendenti e speculari tra loro.
A partire dalla fine del mese di febbraio tutte le attività finora ricordate sono state riprese in corso di svolgimento dal Dott. Giordano Cossu e dai suoi collaboratori, il prof. Saverio Paoletta e Harvinder Singh, con lo scopo di trarne materiale documentario. Nonostante le loro presenze non siano passate... inosservate, il modo di lavorare assimilandosi all'ambiente scolastico e progressivamente scomparendo in esso ci ha liberato nel tempo dalla soggezione delle riprese. Alla loro pazienza nell'aver sopportato i disagi logistici, l'emotività dei ragazzi e la rigidità dell'insegnante dovremo un bellissimo ricordo visivo non solo del Progetto, ma anche della Giornata conclusiva del 17 marzo 2017. Quest'ultima è stata concepita come una festa nella quale si sono avvicendati momenti diversi: i saluti istituzionali del dott. Pierluigi Regoli (Regione Lazio), del dott. Giovanni Figà Talamanca (Municipio I Roma Centro) e del dott. Vittorio Fantozzi, sindaco di Montecarlo di Lucca; le lezioni della prof.ssa Andreini e del prof. Scrivano; l'incontro degli studenti con la famiglia Cassola; le letture dai romanzi interpretate da Giovanna Mori; l'esibizione del coro Albertelli. La realizzazione della Giornata, e dell'intero percorso di studio, è stato possibile grazie alla costante attenzione che il nostro Dirigente, la prof.ssa Antonietta Corea, ha rivolto a questo lavoro diventandone parte propositiva, supportandolo, sopportandone gli svariati problemi logistici e non sottraendosi mai agli interventi risolutori, anche in orario decisamente extrascolastico.
Ripercorrendo i momenti di questo progetto multidisciplinare, mi sembra che la principale difficoltà incontrata sia stata quella di coordinare le attività stabilendo una finalità comune: come risultato finale, ai ragazzi resterà la conoscenza di quanto hanno letto e discusso, la curiosità per l'autore ed il ricordo di una esperienza significativa che potranno coltivare nella memoria. A me rimane la bella sensazione dell'energia, quasi tangibile, profusa per la realizzazione del lavoro collettivo, il piacere della lettura solitaria e di quella ad alta voce in classe, una strana nostalgia per il passato di alcuni luoghi che mi sono cari e un inatteso senso di sospensione che ho assimilato dai personaggi cassoliani, quelli colti non in azione, ma ritratti nell'attesa incerta di un evento, di una visita destinata a incidere per sempre nella loro storia.
Prof.ssa Michela Nocita, marzo 2017
... ma il progetto è continuato! Si vedano le tappe successive fino ad oggi nello spazio dedicato: Evoluzione del progetto.