FILMATO:
- “A proposito della letteratura della crisi”
Quale è l’ideale letterario di Cassola?
Cosa si intende per “letteratura della crisi”? quale il giudizio di Cassola a proposito?
Quale spiegazione viene data per la definizione di “letteratura tradizionale”?
Quale è l'ideale letterario di Cassola?
Federica Amelotti: Cassola ha come ideale letterario la letteratura tradizionale, inerente alla realtà e preferisce mettere in primo piano l’aspetto umano di un personaggio.
Valeria Belli: Per Cassola, l'ideale letterario è la letteratura tradizionale, tutto ciò che riguarda la realtà, il romanzo psicologico e quindi quello che interessa la persona.
Giacomo Bellotta:L’ideale letterario di Cassola si ritrova nella letteratura realista, infatti i suoi racconti, pur contenendo una critica socio-politica, mettono in primo piano l’aspetto narrativo e esistenziale dei personaggi. Il contesto storico e politico rimane di contorno rispetto alle vicende, pur essendo presente e incisivo.
Agata Berto: L’ideale letterario di Cassola è fedele alla letteratura tradizionale, ovvero una letteratura che è strettamente legata alla realtà e all’oggettività nella descrizione dei fatti. Lo scrittore narra vicende con storie e vite comuni perché afferma che ciò che si pensa sia banale sia invece molto interessante.
Michele Bonini: Cassola scrive basandosi sulla letteratura tradizionale, cioè scrive fatti che riguardano la quotidianità e la realtà fisica e sociale.
Alessia Campisano: L'ideale letterario di Cassola è la letteratura tradizionale, ossia quella letteratura che narra di eventi reali e legati alla quotidianità.
Valeria Costa: L’ideale letterario di Cassola è una letteratura tradizionale, in cui la struttura del romanzo può ancora essere di tipo psicologico o scritta in terza persona. Una letteratura in cui si crede alla realtà oggettiva, in cui ci sono dei personaggi e una storia. La letteratura è “letteratura di sentimenti”, del sentimento esistenziale e di sentimenti particolari. Le sole spinte valide verso lo scrivere sono due: la contemplazione dell’esistenza che è la partecipazione alla vita. Partecipazione alla vita degli altri, all’umanità. Uno scritture è tanto più importante quanto più è grande la sua umanità.
Nicola D'anna: È legato alla letteratura tradizionale, con racconti classici e reali.
Ludovica Fares: Per Cassola l’ideale letterario si ritrova pienamente nella letteratura cosiddetta “tradizionale”, quindi una letteratura che comprende storie legate alla realtà (letteratura realistica) e scritte in terza persona.
Martina Fassari: l’ideale letterario di Cassola è la letteratura tradizionale, cioè racconti realistici e scritti in terza persona.
Alice Giannini: l'ideale letterario di Cassola si trova nel tipo di letteratura che riprende la realtà (letteratura realista) e la struttura tradizionale. Cassola riprende nei suoi romanzi argomenti inerenti all'aspetto fisico e psicologico del personaggio mettendo come sfondo l'aspetto politico e sociale.
Francesca Leanza: Cassola esaltava il romanzo tradizionale, inteso come narrazione di una storia e dei personaggi della storia in maniera oggettiva.
Masi Lorenzo: l'ideale letterario di Cassola è rappresentato da un romanzo dalla struttura tradizionale incentrato sui i personaggi e su una storia tratta dalla vita reale.
Francesca Matera: L'ideale letterario di Cassola è perfettamente espresso nella letteratura “tradizionale”, che utilizza una narrazione in terza persona e narra storie legate alla quotidianità.
Cecilia Mazza: Gli ideali di Cassola si ritrovano perfettamente nella cosiddetta letteratura tradizionale, nei suoi romanzi infatti Cassola narra storie legate alla realtà, mettendo in primo piano scene di vita quotidiana all'interno di specifiche situazioni politiche.
Marta Minoni: Gli ideali di Cassola rispecchiano quelli della letteratura tradizionale. Secondo lui, infatti, un romanzo deve parlare di fatti reali e quotidiani.
Bianca Panico: L’ideale letterario di Cassola deve parlare di fatti reali e quotidiani.
Gerardo Pignatiello: Gli ideali di Cassola si rispecchiano nella “letteratura tradizionale”. Secondo lui i romanzi devono parlare di fatti reali e/o talvolta quotidiani
leonardo Politano: L’ideale di Cassola viene rispecchiato nella lettura tradizionale. Secondo Cassola i romanzi devono rispecchiare la realtà.
Anita Raschetti: Possiamo ritrovare l’ideale letterario di Cassola in quella che viene definita “letteratura tradizionale”. E’ quel genere letterario che racchiude racconti di vita quotidiana, realistici e oggettivi, lasciando la realtà al centro della trama.
Lavinia Remediani: Gli ideali di Cassola si ritrovano nella cosiddetta letteratura tradizionale. Un romanzo potrebbe essere legato alla realtà con la storia e i personaggi
Gaia Rivabene: L'ideale letterario di Cassola si può trovare in quella che è definita “letteratura tradizionale”, cioè il romanzo che è legato alla realtà e che narra la vita quotidiana e che ha bisogno di storie e personaggi reali.
Arianna Stocchi: L’ideale letterario di Cassola si ritrova in quella che è chiamata “letteratura tradizionale”, ovvero quei romanzi che devono narrare di fatti reali , rispecchiano perfettamente la quotidianità.
Matteo Tili: Cassola possedeva un ideale letterario basato sulla “scrittura tradizionale” in cui i racconti classici di narrativa con personaggi e ambienti reali erano posti in primo piano.
Alessandra Villa: L'ideale letterario di Cassola é legato alla cosiddetta “letteratura tradizionale”, mettendo in primo piano i racconti classici di narrativa con personaggi e ambienti reali.
Cosa si intende per “letteratura della crisi”? quale il giudizio di Cassola a proposito?
Federica Amelotti: Cassola, con “letteratura della crisi” intende quella letteratura che si basa sul crollo di tutti i valori morali e sociali; perciò di conseguenza anche personaggi e racconto sono negativi. Anche se Cassola crede che il pubblico sia stanco di questi racconti negativi e cerca sempre, nei suoi romanzi, di trattenere in secondo piano questi aspetti che potrebbero annoiare il pubblico.
Valeria Belli: Per “letteratura della crisi”, Cassola intende quella letteratura che pensa che la verità del nostro tempo sia la crisi dei valori e quindi i temi letterari consentiti siano solo quelli negativi.
Giacomo Bellotta: La letteratura della crisi è un movimento letterario che ha come tema principale il crollo dei valori etici e tradizionali di un determinato periodo storico, in questo caso, il dopoguerra. Cassola, discostandosi da questi temi, dimostra avere una posizione più conservatrice rispetto ad altri scrittori del tempo. Infatti, egli riconosce nei valori tradizionali ed in una determinata scelta letteraria classica ancora una notevole importanza.
Agata Berto: La letteratura della crisi è quella che descrive la perdita di tutti i valori morali e sociali, corrispettivi solitamente al dopoguerra. Cassola tuttavia osserva che il pubblico non gradisce più temi o personaggi così negativi, infatti lo scrittore narra esistenze comuni dove i valori socio-politici sono secondari rispetto alla storia dei personaggi.
Michele Bonini: la letteratura della crisi è quel modo di scrivere che si basa sul periodo storico di Cassola, dove si credeva nella perdita dei valori, quindi i temi narrati sono tutti negativi come anche i personaggi. Cassola non crede in questo tipo di letteratura , infatti scrive un romanzo contrario a questo ideale.
Alessia Campisano: Per letteratura della crisi si intende il tipo di narrazione del periodo di Cassola che si basa sul fatto che in quel periodo c’era una crisi dei valori e perciò i temi sono solo temi negativi come di conseguenza anche i personaggi: gli indifferenti, gli annoiati …; Cassola non crede in questo tipo di letteratura, ma proprio al contrario tratta di temi quotidiani e reali.
Valeria Costa: Lo scrittore sostiene che la letteratura della crisi parta dal presupposto che la verità del suo tempo sia la crisi di tutti i valori e che perciò i soli temi consentiti alla letteratura siano i temi negativi, i soli personaggi consentiti siano i personaggi negativi: gli stanchi, gli indifferenti, ecc. non crede nella letteratura della crisi e ha voluto scrivere un romanzo contro questo canone letterario.
Nicola D'anna: Si intende il crollo dei valori tradizionali.
Ludovica Fares: per letteratura della crisi si intendeva una letteratura che trattava di temi negativi, sfruttando personaggi negativi poiché si pensava che la verità del tempo fosse il crollo di tutti i valori etici e socio-culturali ,Cassola non crede a questo (anche sostenendo i valori della letteratura realista) e infatti non concorda con gli ideali della letteratura della crisi.
Alice Giannini: per letteratura della crisi si intende il tipo di letteratura che parte dal presupposto che la verità di quel tempo, negli anni 60, sia la crisi di tutti i valori e che perciò i soli temi consentiti alla letteratura sono quelli negativi ( personaggi: indifferenti, stranieri, svogliati ).
Martina Fassari: Per letteratura della crisi si intende quella letteratura che tratta il crollo dei valori della società dopo la guerra. Il giudizio di Cassola è di non scrivere più temi così negativi.
Francesca Leanza: Per letteratura della crisi si intende quella letteratura che parte dal presupposto che la verità è rappresentata dalla crisi di tutti i valori, e che considera i soli temi possibili in letteratura (siamo negli anni Sessanta) i temi negativi, come pure i personaggi negativi, gli annoiati, gli indifferenti, gli erotomani, e così via.
Masi Lorenzo: per letteratura della crisi si intende una poetica incentrata sull'idea che esista la crisi di tutti i valori e che quindi i soli temi da trattare siano quelli negativi; anche i soggetti al centro della narrazione sono connotati in termini negativi: gli annoiati, gli indifferenti, gli erotomani, ecc.
Francesca Matera: La letteratura della crisi rappresenta la crisi di tutti i valori tradizionali dovuta alla guerra in cui si prediligono temi e personaggi negativi. Cassola ritiene che le persone non credono più alla realtà oggettiva.
Cecilia Mazza La letteratura della crisi tratta il crollo dei valori etici della società in seguito alla guerra. Cassola afferma di non essere d’accordo con i temi della letteratura della crisi, ma di attenersi, piuttosto, ad un metodo di scrittura più tradizionale e conservatore, descrivendo e narrando con semplicità la vita quotidiana della gente.
Marta Minoni: La “letteratura della crisi” tratta solo di temi negativi inerenti al dopoguerra, come gli stranieri gli annoiati ecc.. Questa letteratura esprime inoltre il crollo dei valori etici e sociali della società. Cassola, per quanto lo riguarda, non crede nella “letteratura della crisi” ma preferisce una letteratura più tradizionale e conservatrice.
Bianca Panico: La “letteratura della crisi” è una letteratura che parte dal presupposto che la verità a quel tempo era la crisi di tutti i valori, perciò caratterizzata da soli temi negativi. Cassola non crede nella letteratura della crisi e pensa anche che i lettori si stanno stancando della visione pessimistica del mondo che questo tipo di letteratura esprime.
Gerardo Pignatiello: Possiamo definire “letteratura della crisi” quella letteratura che esprime il crollo dei valori etici e sociali, in questo caso andati perduti durante la guerra. Cassola non si ritrova in questo genere letterario, avendo lui uno stile più “classico” e che descrive la quotidianità delle persone.
Politano: Definiamo “letteratura della crisi”la letteratura che esprime la negatività del dopoguerra, questa letteratura esprime il crollo dei valori etici e sociali della società.
Anita Raschetti Possiamo definire “letteratura della crisi” quella letteratura che esprime nei suoi testi il crollo dei valori etici e sociali, in questo caso andati perduti durante la guerra. Cassola si ritrova completamente dissociato da questo genere letterario, avendo lui uno stile più “classico” e che descrive la quotidianità delle persone.
Remediani Lavinia: Si vuol intendere la crisi dei valori e i fattori sono negativi, probabilmente dovuti alla guerra. Cassola ritiene che le persone non credano più nella realtà oggettiva.
Gaia Rivabene: La letteratura della crisi esprime il crollo dei valori etici della società e tratta temi negativi in quanto inerenti al periodo del dopoguerra. Cassola non ama la letteratura della crisi ma preferisce la letteratura tradizionale, che è più legata agli aspetti quotidiani.
Arianna Stocchi: “La letteratura della crisi” è quella letteratura che narra soltanto di temi negativi, come la guerra e in quel caso il dopoguerra. I personaggi di questo tipo di letteratura sono altrettanto negativi, persone annoiate e indifferenti. Cassola non è d'accordo con questo tipo di letteratura, essendo appunto troppo negativa e preferisce temi che narrano la quotidianità.
Matteo Tili: Con “letteratura della crisi” si parla di tutti quei racconti che narrano di fatti spiacevoli e negativi, Cassola non è a favore di questo tipo di letteratura e preferisce altri temi.
Alessandra Villa: Per “letteratura della crisi” s'intende un crollo dei valori tradizionali. Cassola non crede alla “letteratura della crisi” perché non è a favore di temi e personaggi negativi come: annoiati, indifferenti, nauseati e stranieri.
Quale spiegazione viene data per la definizione di “letteratura tradizionale”?
Federica Amelotti: Cassola intende con “letteratura tradizionale” quei romanzi inerenti alla realtà con storia e personaggi veri.
Valeria Belli: Per Cassola, la letteratura tradizionale, tratta di romanzi ripresi dalla realtà con personaggi storici realmente esistiti.
Giacomo Bellotta: La letteratura tradizionale tratta dell’oggettività della realtà e della vita del tempo, con una struttura sia a livello sintattico che di contenuti legata a canoni tradizionali. (Narrazione in terza persona, descrizioni psicologiche, attenzione agli aspetti emotivi e sentimentali…).
Agata Berto: La struttura tradizionale si basa su una una letteratura conservatrice, che riporta una realtà oggettiva nella descrizione della trama; questa ha spesso come personaggi il mondo popolare, le persone comuni che vivono attaccati ad uno specifico periodo storico. Tutto ciò che riguarda il distaccamento dalla realtà, come per esempio il romanzo psicologico o fantastico, non rientra nel contesto trattato dalla letteratura tradizionale.
Michele Bonini: La letteratura tradizionale è quella letteratura che si basa su fatti reali e sulla quotidianità dei fatti.
Alessia Campisano: Per letteratura tradizionale si intende scrivere della realtà fisica. Si intende quei testi che si basano sull’aspetto popolare e quotidiano.
Valeria Costa: Credere nella realtà oggettiva, fisica e sociale. Un romanzo dalla struttura tradizionale si intende la rappresentazione di personaggi e storia e che sono vivi: il mondo popolare, un modo semplice e vero. Non un mondo facile da capire ma un’umanità seria che vive di sentimenti semplici e sentimenti familiari e che sente solidarietà e socialità. Questi personaggi lo commuovono profondamente anche perché sono il contrario della mondanità e delle persone snob.
Nicola D'anna: Il romanzo é legato alla realtà e alla quotidianità.
Ludovica Fares: per Cassola il romanzo tradizionale era il romanzo che trattava strettamente della realtà e della quotidianità del tempo (comprendendo anche per esempio i romanzi psicologici).
Alice Giannini: per letteratura tradizionale si intende il tipo di letteratura che presenta una struttura formata dai personaggi e dalla storia che, secondo Cassola, sono le cose più importanti in un romanzo.
Martina Fassari: La letteratura tradizionale è quel tipo di letteratura legata alla realtà che cerca di non cambiare nulla da quello che succede quotidianamente.
Francesca Leanza Cassola non crede nella letteratura della crisi e scrisse “La ragazza di Bube” proprio contro questo genere letterario, perché credeva ancora nel romanzo tradizionale.
Masi Lorenzo: per Cassola la letteratura tradizionale è un genere letterario che resta valido nelle sue diverse forme, dal romanzo psicologico alla narrazione in terza persona, in special modo per quanto riguarda il romanzo incentrato su racconti di vita quotidiana e quindi sui protagonisti e la loro storia
Francesca Matera: Per letteratura tradizionale si intende una narrazione in terza persona, che includa una storia e dei personaggi legati alla realtà oggettiva.
Cecilia Mazza Nella letteratura tradizionale vengono riportati racconti di vita quotidiana, descritti oggettivamente nella loro semplicità senza eccessivi abbellimenti (caratterizzata da narrazioni in terza persona, particolare attenzione all’aspetto emotivo della narrazione).
Marta Minoni: La “letteratura tradizionale” è un genere completamente opposto a quello della “ letteratura della crisi”. Tratta, infatti, di temi legati alla realtà e alla quotidianità, con personaggi e racconti concreti.
Bianca Panico: Come “letteratura tradizionale” si intendono i romanzi che spiegano la realtà.
Gerardo Pignatiello: Cassola identifica la “letteratura tradizionale” un tipo di letteratura diverso a quello della “letteratura della crisi” perché tratta di fatti legati alla realtà ed alla quotidianità e a volte anche di fatti storici.
Anita Raschetti Il genere letterario definito “tradizionale” è quel genere che rimane il più possibile legato alla realtà, cercando di non “distorcere” o comunque interpretare quel che accade quotidianamente. Un esempio in senso negativo sono i romanzi in terza persona e quelli psicologici.
Lavinia Remediani: È il romanzo legato alla realtà, alla quotidianità, basata su valori, storie e persone concrete.
Gaia Rivabene: A quei tempi non si parlava molto della “letteratura tradizionale” in quanto legata alla realtà oggettiva. La “letteratura tradizionale” rispecchia la realtà ed ha una storia e dei personaggi specifici.
Arianna Stocchi: Sicuramente diversa dalla “letteratura della crisi”, la“letteratura tradizionale” rispecchia la realtà. Anche se a quei tempi non si credeva più alla realtà oggettiva. Cassola disse che questo tipo di struttura avrà lunga vita se sempre ci saranno personaggi e una storia.
Matteo Tili: La”letteratura tradizionale” si basa su fatti e racconti realmente accaduti e sulla vita di tutti i giorni con personaggi reali.
Alessandra Villa: È il romanzo legato alla realtà, alla quotidianità, basata su storie e persone concrete.