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FILMATO: “Scrivere la Resistenza”

Dettagli
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Quale aspetto narrativo viene maggiormente sviluppato nella sua letteratura relativa alla Resistenza?


Quale mondo umano interessa allo scrittore?


Quale ruolo svolgono le figure di Mara ed Anna nei romanzi cassoliani?


Quali sono le critiche che i contemporanei mossero all’autore?


Quale aspetto narrativo viene maggiormente sviluppato nella sua letteratura della Resistenza?


Federica Amelotti:
Cassola tratta il tema della Resistenza come esperienza personale con personaggi che spesso lo rispecchiano esprimendo anche le sue idee a riguardo.

Valeria Belli: Cassola, nei suoi romanzi, riporta spesso la sua esperienza personale come partigiano creando dei personaggi che lo rispecchiano per molti versi. Per questo molte volte i personaggi sono autobiografici.

Giacomo Bellotta: Carlo Cassola presenta la Resistenza come contesto storico politico all’interno del quale si sviluppano i personaggi e la loro storia. Quindi, l’aspetto narrativo ed esistenziale prevale rispetto a quello politico, che rimane sullo sfondo.

Agata Berto: Spesso Cassola preferisce descrivere in modo più articolato lo sviluppo della trama relativo ai personaggi e alle loro vite, più che descrivere il contesto storico e politico. Infatti anche per i romanzi ambientati durante la Resistenza lo scrittore fa intendere i propri ideali politici, prediligendo però la crescita dei personaggi all’interno di questo periodo storico nel loro ambiente specifico, ponendo la politica in secondo piano.

Michele Bonini: Nei testi che riguardano la resistenza  lo scrittore si interessa non tanto dal punto di vista storico, ma specialmente si concentra sull’evoluzione dei personaggi, come Fausto e Bube, che secondo lo scrittore oltre che partigiani, erano giovani che dovevano ancora crescere dal punto di vista spirituale.

Alessia Campisano: Carlo Cassola scrive spesso riguardo sulla resistenza alla quale aveva partecipato. In questi testi lo scrittore non scrive molto dal punto di vista storico ma principalmente si concentra sull’evoluzione dei personaggi, come per esempio in Fausto e Bube, che lo scrittore vede come partigiani ma prima come giovani che devono ancora crescere dal punto di vista spirituale.

Valeria Costa; Cassola è uno scrittore che ha partecipato alla Resistenza ma ne vede i limiti nella visione di vendetta che in alcune circostante la caratterizza. Ha molte riserve verso gli atti di violenza che ritiene eccessivi e ideologici, legati solo alla prospettiva di una rivoluzione comunista. Cassola infatti fa emergere questa critica sottolineando la contraddizione tra l’aspirazione alla libertà e all’affermazione di giustizia e i fatti legati alla violenza che i protagonisti non sanno controllare.

Nicola D'anna: Un periodo storico attraversato da persone reali.

Ludovica Fares: Cassola presenta spesso nei suoi romanzi il tema della resistenza sopra il quale scrive i suoi racconti (generalmente tratta di relazioni tra le persone) per evidenziare ciò che era appunto la quotidianità (letteratura tradizionale) durante la resistenza alla quale egli partecipò, infatti spesso si ritrovano dei collegamenti con lo scrittore nei suoi personaggi, per esempio in fausto, del romanzo “Fausto ed Anna” e in Bube dal romanzo “la ragazza di Bube” per i loro trascorsi da partigiani.

Alice Giannini: nei romanzi di Cassola l'aspetto narrativo maggiormente sviluppato relativo alla Resistenza è quello della vita quotidiana delle persone (racconta le loro giornate, le loro relazioni e i loro impieghi). È presente anche il tema storico politico che lui conosce molto bene essendo stato un partigiano. Per esempio nel romanzo “la ragazza di bube”, Cassola esprime la sua opinione prendendo come sua voce il narratore.

martina Fassari: Cassola sviluppa “nel scrivere la resistenza” una letteratura che si concentra maggiormente sui personaggi e nella loro evoluzione all’interno del periodo storico narrato.

Francesca Leanza: Cassola non narra la Resistenza in senso storico stretto, ma attraverso il racconto dell’evoluzione dei personaggi che vengono coinvolti nella Resistenza, come i protagonisti de “La ragazza di Bube” o “Fausto e Anna”. Fausto e Bube, prima ancora che partigiani, sono dei giovani che si stanno formando, anche in senso spirituale, e che si misurano con i grandi problemi della storia.

Francesca Matera: L’esperienza di Cassola non influenza i vari personaggi presenti nei suoi romanzi, anche se si notano tratti aderenti alla vita quotidiana del partigiano, quale era Cassola.

Masi Lorenzo: Negli anni in cui ha scritto romanzi relativi alla resistenza Cassola ha curato particolarmente l'aspetto narrativo dei suoi personaggi, forte della sua esperienza da partigiano. Nei romanzi di tale periodo si colgono infatti numerosi collegamenti autobiografici tra lo scrittore e i protagonisti dei suoi romanzi, come nel caso di Fausto in “Fausto e Anna”.

Cecilia Mazza: Nei suoi romanzi Cassola non racconta la Resistenza dal punto di vista storico, ma l’evoluzione dei personaggi all’interno di quel periodo storico. Racconta di come i protagonisti dei suoi romanzi prima di essere partigiani sono ragazzi che si misurano con i grandi problemi della storia che si presentano loro.

Marta Minoni: L’aspetto maggiormente sviluppato nei suoi romanzi è quello di raccontare la guerra attraverso personaggi autobiografici che lo rispecchiano, e che hanno vissuto realmente la guerra e la vita da partigiano.

Bianca Panico: Cassola sviluppa il tema della resistenza non approfondendo l’aspetto storico, ma centrando la sua attenzione sui protagonisti, che erano semplicemente dei giovani di fronte a fatti così gravi come quelli della resistenza.

Gerardo Pignatiello: Carlo Cassola presenta la Resistenza come contesto storico politico all’interno del quale si sviluppano i personaggi e la loro storia. Per questo spesso il lato politico rimane in secondo piano nelle sue storie.

Anita Raschetti: Cassola, nei suoi romanzi è trasparente sulla sua opinione politica, tutti possono ben individuare i suoi ideali. L’autore però si concentra soprattutto sulla descrizione dei personaggi, piuttosto che sul contesto storico e culturale, e sulla loro evoluzione all’interno del periodo che viene narrato.

Remediani Lavinia: Cassola tratta della resistenza come esperienza personale e si sofferma spesso sullo sviluppo e le descrizioni dei personaggi soprattutto culturalmente e storicamente.

Gaia Rivabene: Cassola, nei suoi romanzi relativi alla resistenza preferisce soffermarsi sull'evoluzione dei personaggi durante un periodo storico piuttosto che sull'aspetto Politico. Spesso riporta nei suoi romanzi la sua esperienza da partigiano, creando dei personaggi che lo rispecchiano.

Arianna Stocchi: L’aspetto narrativo maggiormente sviluppato  da Cassola è  l'evoluzione dei  personaggi all'interno di quel periodo storico.  Vuole dare importanza al fatto che i protagonisti ancora prima di essere partigiani sono giovani comuni.

Matteo Tili: Cassola preferisce dare uno sviluppo ai personaggi nei suoi racconti mettendo da parte la politica

Alessandra Villa:Un'esperta narrativo vissuto da persone comuni, a volte autobiografico di una resistenza e di un periodo storico fatto da persone e sentimenti reali, con una politica che si aggira attorno alla vicenda.

Quale mondo umano interessa allo scrittore?

Federica Amelotti: Lo scrittore Cassola preferisce il mondo umano popolare perché, anche se apparteneva ad un mondo completamente differente, essendo stato colto e intellettuale, riteneva molto affascinanti le persone popolari che erano semplici e umili.

Valeria Belli: Allo scrittore interessa maggiormente il mondo umano popolare perché lo ritiene un mondo più semplice e più vero, ma non necessariamente più facile da comprendere.

Giacomo Bellotta: Lo scrittore è profondamente affascinato dal mondo popolare e da tutto ciò che lo caratterizza. Sebbene fosse un intellettuale, ciò non gli impediva di immedesimarsi in modo empatico con personaggi sempre umili, normali, e con la loro vicende. Lui è riuscito a descrivere in modo affascinante la “purezza” della vita popolare, anche nei suoi aspetti più concreti.

Agata Berto: Cassola si appassiona al mondo popolare, al mondo vissuto da persone comuni ed umili, ad un mondo di bisogni primari con pochi desideri superflui. Lo scrittore pur non appartenendo a questo contesto, ma essendo invece un personaggio colto e intellettuale, lo trova molto interessante; infatti sostiene che la semplicità una volta analizzata è più complessa di quanto si pensi.

Michele Bonini: Allo scrittore interessa soprattutto il mondo popolare, perché lo considera un mondo più veritiero e genuino, al contrario di quello mondano.

Alessia Campisano: Allo scrittore il mondo umano che più lo commuove è il  mondo popolare, perchè questo è un mondo semplice e veritiero. Questo non va però interpretato come per indicare la facilità per capire questo mondo, ma per indicare la genuinità di questa società al contrario di quella mondana.

Valeria Costa: Lo sguardo di Cassola è uno sguardo di insieme, sociale e culturale, nel descrivere i fatti della Resistenza vista come guerra civile con atti di cui non ne capisce la violenza. Sottolinea con chiarezza la posizione predominante nel contesto che la democrazia viene conquistata con il sangue. Analizza con cura gli elementi esistenziali dei personaggi e il rapporto tra le persone. I partigiani non sono presentati solo come personaggi buoni e positivi ma con tutte le loro contraddizioni. Nei racconti di Cassola è evidente l’aspetto legato ai personaggi e alla realtà del mondo. La vita semplice dei sentimenti di ragazzi del popolo, elementi sentimentali e a volte patetici che non piacquero ad altri scrittori. Una grande attenzione alla vita popolare della Toscana in particolare, in cui ha vissuto, di cui vuole raccontare la realtà dell’umanità e dei rapporti tra le persone. Una quotidianità e delle relazioni che oggi non sono più così.

Nicola D'anna: Allo scrittore interessa il mondo popolare.

Ludovica Fares: il mondo a cui lo scrittore e` più legato e` il mondo popolare perché e` un mondo semplice e vero, non e` pero` un mondo facile a capirsi, al contrario questa umanità seria che vive di sentimenti elementari, di affetti familiari  e ha il vero di senso di solidarietà e di socialità

Alice Giannini: Lo scrittore è affascinato e interessato dal mondo popolare. Anche se lui è una persona colta e istruita, costruisce le sue storie intorno ad un contesto popolare caratterizzato da semplicità, umiltà e onestà. Cassola analizza gli elementi esistenziali e sociali dei personaggi entrando in un contesto quotidiano.

Martina Fassari: Allo scrittore interessa un mondo popolare, composto da semplicità ed onestà.

Francesca Leanza: Il mondo umano caro e che commuove Cassola è il mondo popolare, perché per lo scrittore è un mondo più semplice e più vero, fatto di affetti, solidarietà e socialità, ma non per questo più facile a capirsi.

Masi Lorenzo: il mondo umano a cui Cassola è più legato è il mondo popolare perché lo trova   semplice e vero anche se non lo ritiene facile da capire. Per questo anche nei suoi libri ambiente le sue storie in piccoli paesi raccontando la vita quotidiana

Francesca Matera: Cassola ha un particolare interesse per il mondo popolare, poiché lo considera più vero e semplice ma non facile da comprendere.

Cecilia Mazza: Il mondo a cui Cassola è più legato e da cui è più affascinato è il mondo popolare, per la sua semplicità e sincerità. Infatti spesso i suoi romanzi sono ambientati in piccoli paesi dove questi caratteri sono particolarmente evidenti.

Marta Minoni: Il mondo che egli trova più interessante e vero è quello “popolare”. Lo ritiene più puro e semplice, ma ci tiene a precisare che non per questo è più facile da comprendere.

Bianca Panico: Il mondo umano che interessa allo scrittore è quello popolare, in cui la solidarietà è al centro della socialità. Il mondo popolare si costruisce attorno alla quotidianeità, alle relazioni tra le persone, agli affetti. I suoi romanzi parlano del mondo popolare di Volterra e di Cecina, ossia dei luoghi di origine della prima moglie a cui Cassola è rimasto sempre legato.

Gerardo Pignatiello: il mondo che Cassola trova più interessante é quello “popolare” perché lo ritiene più puro e vero ma anche più difficile da comprendere

Anita Raschetti: Egli è sempre stato affascinato dal mondo che definisce più “vero”, il mondo popolare, dove il senso della società è più vivo ed è anche quasi vitale. Lo affascinavano molto le vicende che accadevano in paesi con pochi abitanti dove si vivevano dinamiche ben diverse da quelle di città, da dove egli proveniva, dinamiche più pure e da lui definite più “semplici”, raggiungibili da tutti.

Remediani Lavinia: Cassola è affascinato dal mondo popolare perché lo ritiene vero e semplice ma non facilmente comprensibile.

Gaia Rivabene: Cassola è affascinato dal mondo popolare perché lo definisce più semplice e reale anche se per alcuni aspetti gli sembra complesso nella sua semplicità. Egli considerava il mondo popolare inoltre puro e sincero.

Arianna Stocchi: Il mondo umano che più gli interessava è il mondo popolare, dato che è un mondo più "vero" e più “semplice”. Rispetto agli altri scrittori, Cassola è stato capace di spiegare la concretezza della quotidianità e dei rapporti che si instauravano tra le persone a quei tempi.

Matteo Tili: Cassola è più interessato al mondo popolare perché secondo lui più semplice.

Alessandra Villa: Allo scrittore interessa il mondo popolare perché è un mondo più semplice e tangibile, complesso nella sua semplicità.

Come si presenta il romanzo “Fausto ed Anna”?

Federica Amelotti: Il romanzo è ambientato nell'Italia degli anni 40 e l'ispirazione è autobiografica. Il romanzo si  suddivide in due parti: Anna conosce Fausto e si innamorano, hanno però, un rapporto difficile e giungono rapidamente alla rottura. Nella seconda parte invece, Fausto si arruola nella Resistenza e si ritrova a far parte del Partito Comunista. Questa seconda parte parla anche di quanto Fausto trovasse violento e inutile il modo di fare dei Partigiani, Cassola infatti nel suo racconto si sofferma soprattutto su questa violenza considerata da Fausto ingiustificata e non tenente conto dei valori morali.

Valeria Belli: Fausto ed Anna, è un romanzo scritto da Carlo Cassola nel 1942 che ha un'ispirazione autobiografica. La storia narra di due giovani appunto Fausto ed Anna che, nonostante le diverse vite che conducevano, si innamorano. I due innamorati, sono però costretti a separarsi per alcuni mesi, ma continuano comunque a scriversi lettere d'amore, fino a quando Anna decide di lasciare Fausto a causa della sua eccessiva gelosia immotivata. Nel tempo, la ragazza conosce un giovane di nome Miro del quale si innamora. Dopo poco tempo i due si sposano ed hanno una figlia. Arrivato il 1943 però, il giovane sposo è chiamato alle armi per combattere nella guerra. Un giorno però, mentre il ragazzo combatteva, Anna incontra Fausto, il suo vecchio amore, e non appena i due si incontrano, capiscono che il loro amore non è mai finito. Però questo ritorno di fiamma dura poco dato che Fausto, per vari motivi decide di lasciar andare Anna per la sua strada, per far sì che lei conduca il resto della sua vita con Miro e la bambina.

Giacomo Bellotta Il romanzo Fausto e Anna può essere diviso in due parti. La prima parte narra della storia d’amore tra questi due giovani, mettendone a fuoco prevalentemente gli aspetti sentimentali. Nella seconda parte, al contrario, la trama cambia completamente. Fausto, ritrovandosi nei valori fondatori della lotta partigiana, decide di arruolarsi nella Resistenza ed entra a far parte del corpo di milizia. Anche questa seconda parte è caratterizzata da riflessioni introspettive ed esistenziali, che portano il giovane uomo a dubitare dei suoi valori e del suo essere. La lotta partigiana, descritta senza omissione di dettagli, si rivela un ideale utopico per Fausto che, assistendo agli orrori commessi dai suoi compagni, capisce che non esiste la “giustizia assoluta”. Il senso del romanzo non può essere uno solo, poiché esso è caratterizzato da molti elementi e valori di eguale importanza, come l’amore, la solidarietà e la continua messa in discussione di sé. “Il problema non era quello di accostarsi oppure prendere le distanze dal partito comunista, non era quello di prendere posizione a valore della libertà o della giustizia, il problema era ancora più elementare se vogliamo, era quello di prendere posizione a favore della vita.” (Dice C. Cassola riferendosi alle critiche mosse dal partito comunista e da Palmiro Togliatti. Nel romanzo, infatti, per la prima volta si vede una descrizione cruda della vita e dell’azione partigiana, da cui traspare che, nelle azioni, la differenza tra l’essere nel torto o nella ragione non era così netta).

Michele Bonini: il romanzo di Cassola “Fausto e Anna”, è stato pubblicato nel 1952 e la caratteristica principale è che si divide in due parti, quasi come due racconti. Nella prima parte viene narrata la storia d’amore complicata tra Fausto e Anna, che successivamente scopriremo essere finita. Parla di sentimenti e di relazioni umane sempre inserite in un contesto popolare. Invece, nella seconda parte vengono descritte le vicende di fausto, un giovane partigiano iscritto al partito per la resistenza. Questa sua vicenda da partigiano lo fa riflettere e lo fa sentire inutile e violento.

Alessia Campisano: il romanzo Fausto e Anna è uscito nel 1952, e può essere diviso in più parti. La prima parte racconta della storia sentimentale tra Fausto e Anna: lui un giovane ragazzo di Roma, lei una ragazza di Volterra, i due si innamorano ma hanno un rapporto difficile, fino a che poi non si lasciano. Quando Fausto se ne va Anna si fidanza e poco dopo si sposa con un giovane. Quando Fausto ritorna viene attratto dal mondo partigiano e decide così di far parte della Resistenza. Questa seconda parte narra di come il giovane trovasse estremamente violento e inutile il modo di fare resistenza e trovare la giustizia dei comunisti. Infatti nel libro sono descritti quattro episodi partigiani da parte di comunisti di come cercano di combattere e vincere la resistenza, questo per Fausto rappresenta una parte poco nobile della Resistenza.Questo libro a ricevuto critiche molto pesanti da persone appartenenti al partito comunista, come per esempio da Palmiro Togliatti che trova il libro un metodo per prendere le distanze dal partito, ma l'ho scrittore ha scritto questo libro per prendendo posizione per la vita.

Valeria Costa: Fausto e Anna è un storia d’amore fra due ragazzi della Toscana che si perdono per poi ritrovarsi anni dopo. Giovani che si misurano con il momento storico in cui si trovano e crescono. Il romanzo è ambientato nella provincia toscana ed è costruito in due parti: la prima racconta il rapporto tra Fausto ed Anna, un amore intenso ma pieno di difficoltà. Anna, profondamente innamorata, mentre Fausto, giovane studente conosciuto per caso durante un incontro tra i padri dei due ragazzi, è un personaggio insicuro e alterna momenti di violenta gelosia a periodi di profondo sconforto. Anna sposerà Miro, un contadino buono e senza ambizioni mentre Fausto, che nel frattempo diviene professore, prende parte alla resistenza tra mille perplessità e contraddizioni della lotta partigiana. La seconda parte racconta il ritorno di Fausto a Volterra, in cui c’è la famiglia sfollata e l’incontro con Anna in cui i due scoprono di amarsi ancora. La vicenda si conclude però con una separazione definitiva. Lo stile del romanzo è scarno e dietro a parole semplici si vede l’intensità della realtà con dei tratti autobiografici, soprattutto dei personaggi della storia di Volterra.

Ludovica Fares: si può dire che il romanzo “Fausto e Anna” sia diviso in 2 parti: nella prima parte viene raccontata la storia  del giovane Fausto che conosce una ragazza, Anna, con la quale ha un rapporto tanto intenso quanto difficile, poi Fausto parte e Anna sposa una ragazzo di volterra, miro. dopo il ritorno di Fausto dalle vacanze passano gli anni, egli diviene professore e con l’inizio della seconda parte e in contemporanea l’inizio della resistenza Fausto si avvicina ai partigiani, entra nel partito liberal-socialista, il partito d’azione, che partecipava attivamente alla resistenza. quindi nella seconda parte si ha la vera storia. proprio quest’ultima viene interpretata in modo differente dall’intenzione di Cassola, è considerata come un vicenda che racconta solamente gli aspetti meno nobili, violenti e laceranti della resistenza. Mentre l’idea di Cassola era quella di raccontare a pieno e “senza veli” ciò che era stata la resistenza, cioè anche una guerra civile. egli ricevette una critica da parte del comunista Palmiro Togliatti che interpreta il romanzo come una sorta di allontanamento dal partito, mentre l’intento di Cassola con il libro era prendere posizione per la vita. 

Alice Giannini: il romanzo di Cassola “ Fausto e Anna” è ambientato nell'Italia degli anni '40, è frutto di un racconto autobiografico . Il romanzo si divide in due parti: la prima parte in cui possiamo vedere i due giovani protagonisti di un amore difficile che infatti molto presto si rompe. in questa prima parte prevale l'aspetto sentimentale e quotidiano. Invece, nella seconda parte abbiamo come protagonista Fausto che, entrato a far parte della resistenza, comincia a dubitare di se stesso e dei suoi valori. Fausto assiste agli orrori che commettono i suoi compagni e capisce che non esiste la giustizia. Il romanzo ha ricevuto molte critiche da parte di persone in vista tra cui quella di Palmiro Togliatti, che considera il romanzo una propaganda contro il partito comunista. Cassola afferma che questo libro è stato scritto per prendere posizione per a vita non contro qualunque tipo di partito.

Palmiro Togliatti è stato un politico italiano, guida storica del Partito Comunista Italiano che nel 1930 prese la cittadinanza sovietica.

Francesca Leanza: "Fausto e Anna”, pubblicato nel 1952 (8 anni prima de La ragazza di Bube) è diviso in due parti. La prima più sentimentale, legata alla storia d’amore tra due giovani, Fausto e Anna, e la seconda più legata alla storia della guerra, alla Resistenza. Nella prima parte si narra di un giovane di Roma, Fausto, che va a passare le vacanze a Volterra, dove conosce e si innamora di una ragazza del posto, Anna, con la quale però ha un rapporto difficile, che finirà per interrompersi, tanto che Anna finirà per sposare un giovane del suo paese. Nella seconda parte si racconta di Fausto (che nel frattempo si è fatto una famiglia ed è diventato un professore) che torna a Volterra durante la guerra perché lì è sfollata la sua famiglia. A Volterra viene attratto dalle gesta dei partigiani, anche se ne critica gli atti più violenti e soprattutto critica la prospettiva politica dei partigiani comunisti. Per Fausto insomma le prospettive di libertà e di giustizia sociale sono in contraddizione con i mezzi con i quali i partigiani comunisti vogliono raggiungere questi obiettivi, ovvero la rivoluzione, la violenza.
Nel romanzo Cassola descrive almeno quattro azioni partigiane, che si svolgono in maniera violenta, e lo scrittore lo fa senza veli, non per rilevare gli aspetti meno nobili, più laceranti della Resistenza, ma perché vuol far capire che la Resistenza è stata anche una guerra civile. Cassola, come i suoi personaggi, è infatti a favore della vita.

Masi Lorenzo:il romanzo Fausto e Anna, uscito nel 1952, narra di una storia d'amore tra due ragazzi ed è ambientato in una provincia Toscana durante l'inizio della guerra partigiana. L'amore tra i due giovani è all'inizio tenero come un gioco, poi cresce e divenute sempre più profondo, sofferto e difficile fino ad arrivare alla separazione con cui Cassola vuole farci capire il diverso destino dei due protagonisti Cassola in questa storia d'amore inserisce anche un altro tema molto importante di quel tempo, la guerra partigiana.

Francesca Matera: Nel romanzo “Fausto ed Anna”, pubblicato nel 1952,  si possono distinguere bene due parti. Inizialmente Cassola parla del rapporto tra il protagonista romano Fausto e una ragazza di Volterra, Anna. In un primo momento la loro relazione è intensa ma poi questo amore diventa impossibile perché non c'è comunicazione. Fausto lascia il paese e Anna sposa un altro ragazzo, Miro. Durante il tempo della Resistenza, Fausto si interessa al lavoro dei partigiani, ma sente sbagliati gli atti di violenza da parte dei comunisti che non seguono una morale ma solo un'idea politica. Quindi diventa militante presso il Partito d'Azione anche se fa comunque parte delle brigate comuniste poiché controllano il luogo in cui si trova. Nel romanzo si può inoltre notare un tentativo da parte dell'autore di capire la profonda contraddizione tra l'aspirazione alla libertà, all'inseguimento di un ideale, e i metodi di lotta (la violenza è legata in particolar modo alla personalità del comunista stesso, che può avere o meno la pretesa che tutto si risolva con la rivoluzione) nel momento in cui Cassola descrive le azioni partigiane, con un eccezionale realismo caratterizzato anche da una fluidità nello scritto e una tempistica notevole, si potrebbe dire che lo fa per criticare, mentre in realtà lo fa perché la resistenza è effettivamente una guerra civile.

Cecilia Mazza: Nel romanzo “Fausto e Anna” si possono distinguere più fasi. All'inizio del racconto la storia riguarda il rapporto tra i due giovani Fausto, nato a Roma, e Anna, di Volterra, e del loro amore intenso ma tormentato. È quindi di fondamentale importanza nella narrazione l'aspetto sentimentale della vicenda. Nella seconda parte del libro si vede Fausto che è costretto a lasciare Volterra, ed Anna rimasta sola che sposa un giovane del proprio paesino.
Lasciata Volterra Fausto prende parte alla Resistenza, trovandosi d'accordo con i valori del Partito comunista. Ma ha molte riserve verso certe azioni dei comunisti, certi eccessivi atti di violenza. Cassola nel suo racconto si sofferma su questo aspetto della Resistenza, questa violenza talvolta ingiustificata per il raggiungimento di un obiettivo politico, non tenente conto dei valori morali.

Marta Minoni: Questo romanzo ha come protagonisti due giovani: Fausto, un ragazzo di Roma, e Anna, una ragazza di Volterra. Il racconto può essere diviso in due parti. Nella prima viene accentuata la storia d’amore tra i due, mentre nella seconda ci sono più riferimenti politici, come suo paese, mentre Fausto torna nella sua città con la mente piena di bei ricordi estivi e di Anna. Qui l’ambiente e le tematiche cambiano: si comincia a parlare della vita militante di Fausto come partigiano, e si scopre che egli era allettato da questa vita, tuttavia era in disaccordo con alcuni principi come quello di usare la violenza per ottenere i propri obiettivi. Cassola utilizza il personaggio di Fausto per far emergere le sue idee.

Bianca Panico: Il romanzo si divide in due parti: una parte più relativa al rapporto d’amore tra i due giovani e una parte dedicata al racconto sulla resistenza e sulla lotta partigiana. La storia d’amore fra Anna e Fausto è una storia difficile. Anna è profondamente innamorata, mentre Fausto, forse anche vittima di complessi di inferiorità e di insicurezza, alterna momenti di violenta gelosia a periodi di prostrazione. Anna allora lascerà Fausto e accetterà la corte di Miro; mentre Fausto (divenuto nel frattempo professore) si unisce alle formazioni partigiane toscane del dopo armistizio. Nella seconda parte   viene data una visione critica della resistenza, che viene trattata dal punto di vista antropologico, descrivendola come una guerra civile, l’azione partigiana che resta sullo sfondo nel romanzo, viene criticata in quanto azione violenta al pari delle altre azioni di sangue.

Gerardo Pignatiello: il romanzo di Fausto e Anna può essere diviso in due parti. La prima parte narra della storia d’amore tra questi due giovani, parla prevalentemente degli aspetti sentimentali. Nella seconda parte, la trama cambia completamente. Fausto,  decide di arruolarsi nella Resistenza ed entra a far parte del corpo di milizia. Anche questa seconda parte è caratterizzata da riflessioni introspettive ed esistenziali, che portano il giovane uomo a dubitare dei suoi valori e del suo essere. La lotta partigiana, descritta senza omissione di dettagli, si rivela un ideale utopico per Fausto che, assistendo agli orrori commessi dai suoi compagni, capisce che non esiste la giustizia assoluta. Il senso del romanzo non può essere uno solo, poiché esso è caratterizzato da molti elementi e valori di eguale importanza, come l’amore, la solidarietà e la continua messa in discussione di sé.

Anita Raschetti: Il romanzo “Fausto ed Anna” è bipartito tra la storia d’amore dei due protagonisti, il giovane Fausto in vacanza, ed appunto Anna, una giovane paesana piena di vita. Quando poi Fausto è costretto a tornare in città, lì lascia non solo i ricordi di un’estate piena di emozioni, ma anche la sua bella Anna. Segue poi a questa prima dolce parte, la descrizione della vita di Fausto da militante. Egli era infatti attratto dal ruolo che coprivano i partigiani, ma allo stesso tempo non si ritrovava del tutto con il loro modo d’agire. Egli credeva infatti che i Comunisti ignorassero la moralità, e che mettessero in contrapposizione la loro voglia di libertà e di giustizia con l’estrema violenza con la quale pensavo di ottenerle. Cassola, con questo romanzo, cercava di comunicarci il suo amore per la vita e la società.

Lavinia Remediani: Il romanzo Fausto ed Anna ha avuto la sua svolta nel 1953, diviso in due differenti parti. Nella prima viene trattato lo sbocciare dell'amore tra i due giovani contrariamente alla seconda dove invece si sofferma di più su eventi e fatti politici mentre Fausto parte con i ricordi di Anna al centro dei suoi pensieri e con i bei momenti estivi trascorsi.

Arianna Stocchi: Il romanzo di “Fausto e Anna” è uscito nel 1952 ed è diviso in tre parti. Nella prima parte si parla dell'incontro tra Fausto un giovane venuto da Roma e Anna una ragazza di Volterra e tra loro nasce un amore abbastanza complicato, il quale doveva superare ostacoli. Successivamente lui parte, e Anna si sposa con Miro, un giovane di Volterra. Nella seconda parte si parla di Fausto che  torna dalle vacanze, in città e diventa professore. Nella terza parte (legata alla storia e alla politica ) si parla appunto della Resistenza e delle azioni partigiane, Fausto si trova ad essere attratto da ciò che svolgevano i partigiani, infatti diventa militante. Si trovò in difficoltà ad essere d'accordo con i suoi compagni per alcuni atti commessi. Cassola in questo romanzo evidenzia le azioni violente dei partigiani, proprio perché sapeva che la Resistenza era anche una guerra civile.

Martina Fassari: il romanzo di “Fausto ed Anna” è suddiviso in diverse parti.  La prima parte si concentra sulla storia quotidiana dell’amore complicato dei due, il quale era soggetto a molti problemi. Successivamente quando Fausto parte nella seconda parte Anna si sposa con Miro, un ragazzo che abita a Volterra. Infine si parla della resistenza e dei partigiani.

Matteo Tili: Nel romanzo “fausto ed Anna” in qui la prima parte della storia è ambientata a Volterra, si parla dell’amore complicato fra i due ragazzi, soggetto a molte discussioni e problemi. Fausto, andato a Volterra solo per le vacanze torna a Roma, dove era nato e vissuto. Intanto Mara si sposa con un giovane di Volterra chiamato Miro. Il romanzo si conclude con la resistenza dei partigiani.

Alessandra Villa: Fausto è un ragazzo romano che va in vacanza Volterra dove, incontrando Anna nasce un amore turbolento pieno di complicazioni. Fausto parte al termine delle vacanze. Passano gli anni ed Anna si sposa con un giovane del posto, Miro, e Fausto diventa un professore. Allo scoppio della guerra Fausto raggiunge la famiglia a Volterra dove è stata sfollata, lui si appassiona alla resistenza diventando militante del partito d’azione partito liberal socialista. In questa seconda parte il romanzo assume un aspetto critico non degli ideali ma bensì dell’operato cruento del singolo, dove il sentimento di vendetta prevale in alcuni casi sull’ideale stesso.

Quale ruolo svolgono le figure di Mara ed Anna nei romanzi cassoliani?

Federica Amelotti : Sia Mara in “La ragazza di Bube” che Anna nel romanzo “Fausto ed Anna” sono stati dei punti fondamentali nella crescita morale di Bube e Fausto. La loro storia d’amore li ha aiutati entrambi a maturare e a dargli sicurezza.

Valeria Belli: Le figure femminili di Mara ed Anna nei due romanzi di Cassola, sono state fondamentali per la maturazione dei loro rispettivi fidanzati. Infatti sia Bube che Fausto cambiano il proprio comportamento, sono come “vittime"dell'influenza femminile.

Giacomo Bellotta Come lo era stata Anna per Fausto, in “La ragazza di Bube”, Mara svolge un ruolo fondamentale di “punto di riferimento” per il giovane partigiano. Infatti, le due fanciulle sono un elemento decisivo per la maturazione interiore dei protagonisti. Come secondo elemento, anche se non viene esplicitamente detto nel filmato, trovo che la descrizione del rapporto tra i due giovani innamorati e la loro crescita renda più “avvincente” la vicenda che altrimenti sarebbe potuta risultare pesante, arricchendola.

Michele Bonini: Mara e Anna sono due figure principali ( punti di riferimento ) che servono per la maturazione dei due giovani partigiani. I comportamenti dei due ragazzi si riflettono direttamente sulle scelte di vita di Mara e Anna.

Alessia Campisano: Mara e Anna rappresentano per Bube e Fausto un punto di riferimento e di crescita per l’evoluzione del personaggio che cerca di raccontare Cassola nei suoi libri.

Valeria Costa: Mara e Anna sono riferimenti importanti nella crescita e nella vita dei protagonisti maschili. Personaggi molto giovani, estremamente forti nonostante siano di animo semplice. Dotate di grande lealtà dimostrano infatti un rigore assoluto nel rapporto umano e nelle scelte esistenziali di solitudine intesa come rivalutazione della propria dignità. Nei personaggi c’è attenzione alla vita semplice dei sentimenti in cui delle ragazze riescono ad accettare delle condizioni di vita molto complesse.

Ludovica Fares: sia Mara che anna svolgono una funzione molto importante se non fondamentale nel rapporto con i rispettivi ragazzi. esse sono un punto d’appoggio durante la loro giovinezza e un punto di riferimento per la crescita e la maturazione dei rispettivi ragazzi, Bube e Fausto.

Alice Giannini: Mara e Anna (le protagoniste e fidanzate dei due protagonisti) svolgono il ruolo di punto di riferimento per i due giovani partigiani. Tutte e due hanno svolto un compito fondamentale per Bube e Fausto: l'elemento di aiuto per la maturazione dei ragazzi.

Francesca Leanza: Sia Mara, la ragazza di Bube, sia Anna sono punti di riferimento decisivi per la maturazione dei protagonisti maschili dei due romanzi.

Masi Lorenzo: Mara in “la ragazza di Bube” e Anna in “Fausto e Anna” svolgono un ruolo importante nella vita sociale dei protagonisti dei rispettivi romanzi, per esempio nel romanzo “la ragazza di Bube” Mara si cura di Bube al ritorno dalle  forze partigiane e lo aiuta a ritrovare la sua vita.

Francesca Matera: Mara e Anna rappresentano un punto di riferimento per la maturazione rispettivamente per Bube e Fausto.

Cecilia Mazza Mara, come Anna in "Fausto e Anna", rappresenta una figura di riferimento, un punto fermo nella vita del partigiano Bube che si trova ad affrontare situazioni struggenti. Mara nonostante la vita che gli si prospetta insieme a Bube gli rimane sempre fedele, gli da sicurezza. Questo loro rapporto fa si che Mara sia un punto decisivo nella crescita morale di Bube e nella sua maturazione da giovane incosciente ad adulto

Marta Minoni: Mara e Anna, rispettivamente nella “ragazza di Bube” e in “Fausto e Anna”, svolgono il ruolo di sostenitrici verso i loro fidanzati, aiutandoli a crescere attraverso l’amore e rendendoli più aperti verso il mondo esterno.

Bianca Panico: Mara è un punto di riferimento decisivo per la maturazione di Bube, come Anna lo era stata per Fausto. Mentre Anna, pur restando affettivamente legata a Fausto, si ricostruisce una vita; Mara rimane la ragazza di Bube.

Anita Raschetti Nei due romanzi “La ragazza di Bube” e “Fausto ed Anna”, abbiamo due protagoniste donne,  Anna e Mara. Entrambe rappresentano per i protagonisti maschili un punto decisivo per la loro “maturazione”; è come se con le storie d’amore da loro vissute li facessero crescere e maturare.

Gaia Rivabene: Il romanzo Fausto ed Anna si può dividere in due parti: la prima parte  Anna conosce Fausto e i due si innamorano ma il rapporto tra i due è molto difficile e peggiora fino alla rottura. Nella seconda parte Cassola si concentra più sull'aspetto storico e politico del romanzo dove Cassola esprime ciò che secondo lui è giusto o sbagliato.

Arianna Stocchi: Le figure femminile di Mara e Anna nel romanzo “La ragazza di Bube” e “Fausto e Anna”, sono essenziali proprio perché sono un punto di riferimento decisivo per la maturazione di Bube e Fausto. Hanno dato loro sicurezza in tutte le situazioni difficile a causa della guerra. Mantenere il rapporto era difficile, ma nei romanzi è evidente che rimangono legati in tutti i momenti . Mara continua a credere in Bube quando deve fuggire e stessa cosa per Mara e Fausto, dato che l'amore che li aveva uniti era stato più forte di tutto ciò che incontrarono.

Lavinia Remediani: Mara ed Anna rappresentano un punto di riferimento per quanto riguarda la maturazione rispettivamente per Bube e Fausto.

Agata Berto:  Il romanzo di Fausto ed Anna è obiettivamente diviso in due parti; la prima dove si descrive la relazione tra i due giovani ragazzi Fausto ed Anna,con i loro emblemi e intrighi che porranno fine alla loro storia d’amore, dalla quale usciranno adulti e ognuno con le proprie vite e famiglie; la seconda invece descrive l’ambientazione storica e socio-politica del romanzo, la Resistenza, dove Cassola esprime le contraddizioni e il sottile filo che divide il giusto e lo sbagliato, il male e il bene in questa guerra civile. In particolare la seconda parte del romanzo descrive la devozione e insieme il giudizio negativo che Fausto serba per il Partito Comunista che prende parte alla guerra; infatti il ragazzo riconosce la violenza dei partigiani come un estremismo inutile da parte del partito, preferendo invece la pace che però sembra introvabile.

Martina Fassari: nei due romanzi, “la ragazza di Bube” e “Fausto ed Anna”,abbiamo come protagoniste appunto Mara ed Anna, che agevolavano i loro partner con il loro amore ad affrontare la vita ed a maturare rendendoli più aperti verso il mondo.

Alessandra Villa:Il ruolo delle due ragazze Mara ed Anna hanno in comune di vivere in un periodo storico ben preciso con storie d’amore difficili.

Quali sono le critiche che i contemporanei mossero all’autore?

Federica Amelotti : la critica più forte è stata mossa da Pierpaolo Pasolini, che afferma che Cassola faccia morire la ricchezza della vita popolare, ovvero il “realismo proletario”. Anche Italo Calvino ha criticato Cassola, perché secondo lui lo scrittore non ha espresso in modo deciso i suoi ideali politici, definendolo democristiano.

Valeria Belli: negli hanno sono state mosse molte critiche verso Carlo Cassola a causa dei suoi romanzi. Una delle principali accuse è stata quella di Pierpaolo Pasolini che Cassola abbia fatto morire attraverso la sua scrittura il “realismo proletario”. Un’ altra accusa è stata quella di Italo Calvino che lo ha accusato di non aver mai preso una decisione a livello politico e che quindi debba essere considerato democristiano.

Giacomo Bellotta Cominciando dall’accusa più forte, mossa da Pierpaolo Pasolini nei confronti del suo collega Carlo Cassola e del suo libro “La ragazza di Bube”, egli, attraverso un lungo enunciato, afferma che la scrittura di Cassola ha fatto morire il Realismo Proletario, ovvero quel realismo autentico che rappresenta le contraddizioni e la ricchezza della vita popolare. Italo Calvino, invece, rimprovera a Cassola di essere troppo “democristiano”, ovvero di non aver avuto il coraggio di prendere posizioni ancor più decise sul piano storico-politico.

Michele Bonini: ci sono state due accuse principali ai romanzi di cassola, in particolare al romanzo “la ragazza di Bube”. L’accusa più pesante è quella di Pasolini che accusa Cassola di aver scritto un romanzo che ha distrutto l’idea del realismo proletario ( ricchezza e vita popolare ). Invece la seconda accusa viene da Italo Calvino che accusa cassola di essere troppo democristiano.

Alessia Campisano: Una critica molto forte è quella fatta da Pasolini, che ritiene che Cassola ha fatto morire il “realismo proletario”, cioè la ricchezza varia del popolo. Invece Calvino muove una critica meno pesante seconda la quale Cassola in questo libro rappresenta il suo modo di sembrare democristiani.

Valeria Costa: Calvino scrisse una lettera a proposito della ragazza di Bube che sottolineava una presunta indulgenza sentimentale, un modo di fare “democristiano’’.  Pasolini addirittura scrisse una lunga poesia sul realismo di Cassola intitolandola “In morte del realismo” accusando la scrittura di Cassola di aver fatto morire il realismo proletario, autentico. Quello che rappresenta le contraddizioni e la vitalità della realtà popolare.

Ludovica Fares: da parte di Calvino,data la figura del partigiano da Cassola mostrata nei suoi romanzi, viene criticato l’aspetto del partigiano cassoliano che a differenza dei classici romanzi resistenziali non e` rappresentato solamente come un buono. Calvino in risposta al testo “la ragazza di bube” dice a cassola che il romanzo sembrava un modo per diventare democristiani. Da parte di Pasolini c'è una critica più pesante verso Cassola il quale tramite una poesia da Pasolini scritta viene accusato di aver fatto morire il realismo proletario, quello che rappresenta la varietà della vita popolare.

Alice Giannini: In assoluto la critica più forte è stata da parte di Pierpaolo Pasolini parlando del romanzo “la ragazza di Bube”. Pasolini attraverso un enunciato, accusa Cassola e la sua scrittura di aver fatto morire il realismo proletario ( rappresenta le ricchezze della vita popolare ). Un'altra critica è stata quella da parte di Italo Calvino. Egli accusa Cassola di essere democristiano non avendo avuto il coraggio di prendere posizione decise ( riguardo le vicende storiche narrate ).

Francesca Leanza Pier Paolo Pasolini scrisse una lunga poesia “In morte del realismo” in cui accusava Cassola di aver fatto morire il “realismo proletario”, ovvero il ralismo che rappresenta le contraddizioni della realtà, la ricchezza varia della vita popolare. Mentre Italo Calvino, in una lettera, critica in particolare il romanzo “La ragazza di Bube”. Nella lettera Calvino sostiene che il libro di Cassola è un modo per diventare democristiani (cioé della Democrazia cristiana).

Masi Lorenzo: Cassola viene criticato per i suoi romanzi riguardanti la Resistenza da Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini.

Italo Calvino invia una una lettera a Cassola in cui critica “la ragazza di Bube” “affermando che questo sembra quasi un modo di diventare democristiani”.

Pasolini critica anch'esso “la ragazza di Bube” ritenendo dei  passaggi del romanzo sentimentali e patetici, che scrisse una lunga poesia in merito, intitolata in morte del realismo in cui accusava la scrittura di Cassola di aver fatto morire il realismo proletario, autentico che è quello che rappresenta le contraddizioni della realtà la ricchezza varia della vita popolare.

Francesca Matera: Cassola fu fortemente criticato dagli scrittori contemporanei: Italo Calvino scrisse una lettera dicendo come “La ragazza di Bube” somigli a una maniera per diventare democristiani; Pier Paolo Pasolini scrisse addirittura una poesia in cui accusava Cassola di aver fatto morire il “realismo proletario”, ovvero le contraddizioni della realtà. Si pensa che Pasolini lo avesse fatto anche in risentimento dell'esito del Premio Strega vinto da Cassola con “La ragazza di Bube”.

Cecilia Mazza Per diversi suoi romanzi Cassola viene molto criticato. Due persone dichiaratamente in disaccordo con ciò che Cassola scrive nei suoi romanzi sono Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino.
Calvino in una lettera destinata a Cassola definisce addirittura il libro "La ragazza di Bube " come "un modo per diventare democristiani" .
Pasolini invece critica la scrittura di tramite la lunghissima poesia "In morte del realismo" in cui accusa la scrittura di Cassola di aver fatto morire il realismo proletario cioè quella che definisce la ricchezza della realtà (come le contraddizioni della realtà, la ricca varietà della vita popolare).

Marta Minoni: Carlo Cassola viene criticato in diversi suoi romanzi. Partendo da Pierpaolo Pasolini che descrive la scrittura di Cassola“il modo per far morire il realismo” arriviamo a Italo Calvino che invece descrive “La ragazza di Bube” come “un modo per diventare democristiani”. Entrambi gli scrittori inoltre, attribuiscono a Cassola l’appellativo di “Liala dei romanzieri”.

Bianca Panico: Pasolini, accusò Cassola di aver fatto morire il realismo proletario, autentico, che rappresenta in modo reale la vita popolare, lasciandosi andare ad una sorta di “sentimentalismo letterario”.
Calvino accusa Cassola di diventare democristiano, criticando la sua indulgenza sentimentale a discapito dei temi politici, sottolineando che lo scrittore si concentra troppo sui temi individuali, trascurando la trattazione dei temi collettivi.

Gerardo Pignatiello: Cassola viene molto criticato all'uscita del romanzo “la ragazza di bube” perché secondo molti, è ingiusto il fatto che la resistenza sia messa in secondo piano da una storia d'amore.

Anita Raschetti Partendo dalla critica quasi “spiritosa” di Italo Calvino, il quale definì “La ragazza di Bube” “un modo per diventare democristiani”, passiamo ad una severa poesia di Pierpaolo Pasolini: egli criticava il fatto che Cassola, secondo lui, aveva fatto morire il realismo proletario, il quale rappresentava le varie contraddizioni presentate dalla realtà.

Gaia Rivabene: Le principali critiche sui romanzi di Cassola sono di Pier Paolo Pasolini che nella sua poesia “in morte del realismo” afferma che Cassola nei suoi romanzi aveva fatto morire il realismo proletario, che rappresenta le contraddizioni della realtà. Un altro personaggio che criticò Cassola fu Italo Calvino che definì il libro “la ragazza di Bube” un modo per diventare democristiani.

Arianna Stocchi:  Cassola fu criticato da Calvino che gli disse che il romanzo “La ragazza di Bube” era un modo per diventare democristiani. Sempre con “la ragazza di Bube” tornano le accuse da parte di Pasolini che scrisse una lettera in cui voleva accusare Cassola per aver fatto morire  il “realismo proletario “, ovvero in un certo senso la ricchezza della vita popolare. In una polemica è stato detto infatti che Cassola si allontanò dalle sue iniziale posizioni realistiche. Successivamente Cassola viene chiamato “Il Liala dei romanzieri”.

Agata Berto : Molte critiche sono state fatte a Cassola sulla sua interpretazione dei periodi storici nei suoi romanzi, soprattutto perché alcuni intellettuali di sinistra hanno concordato sul fatto che il tema politico scelto dallo scrittore ( come per esempio la Resistenza ), non può essere presentato in modo in secondo piano rispetto ad una comune storia d’amore. Italo Calvino, per esempio, definì il romanzo “La ragazza di Bube”come “ una maniera per diventare democristiani”, o Pierpaolo Pasolini afferma nella lunga poesia “In morte del realismo” che ciò che Cassola definisce “letteratura tradizionale” non è altro che una pura morte del realismo proletario, ovvero il realismo che esprime la ricchezza del mondo popolare e delle sue contraddizioni.

Martina Fassari: Pasolini Pier Paolo aveva criticato una poesia di Cassola dicendo di aver fatto morire il realismo proletario, il quale illustrava la risorsa del mondo popolare e le sue antinomie. Contrariamente, Italo Calvino, qualificò “la ragazza di Bube” come un romanzo per diventare democristiani.

Matteo Tili: Mara ed Anna, due personaggi provenienti da due romanzi di Cassola, rispettivamente da: “la ragazza di Bube” e “Fausto ed Anna” hanno in comune di essere due personaggi che sono vissuti realmente e in un periodo storico determinato con storie d’amore complicate.

Alessandra Villa:Pasolini scrisse una lunga poesia dove accusa Cassola di aver fatto morire il realismo proletario, quello che rappresenta le contraddizioni della realtà della vita popolare. Calvino altresì accusa Cassola di essere sentimentale e patetico.

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