Come vive e lavora Carlo Cassola da quello che appare nel filmato?
Perché lo scrittore critica la società del suo tempo?
Come vive e lavora Carlo Cassola da quello che appare nel filmato?
Federica Amelotti: Carlo Cassola, vive e lavora in una villa in Toscana, a Cecina insieme alla sua futura moglie Pola Natali. Nonostante l’età considera la scrittura un lavoro a tempo pieno, infatti scrive circa 20 cartelle di un libro al giorno. La sua adorata villa immersa nella tranquillità è spesso fonte di ispirazione per lo scrittore.
Valeria Belli: Carlo Cassola vive, insieme alla fidanzata Pola, in una villa a Cecina un comune che si trova in Toscana. Li lavora scrivendo oltre 20 cartelle di uno scritto al giorno. La tranquillità della località in cui si trova e la pace che lo circonda, sono per lui fonte di ispirazione.
Giacomo Bellotta: Cassola, ormai anziano, vive e lavora in una villa immersa nella natura vicino Cecina, una cittadina balneare toscana, con la sua compagna e futura moglie Pola Natali. Scrivere è un lavoro a tempo pieno, e Cassola continua a comporre romanzi a tempo pieno tutto l’anno senza concedersi una vacanza. La pace, la natura e l’amore che lo circondano continuano ad essere una fonte di ispirazione per Carlo, che lavora attivamente nonostante l’età.
Valeria Costa: Cassola vive e lavora a Marina di castagneto, uno dei suoi luoghi preferiti, dove si stabilisce dopo aver lasciato l’insegnamento. L’ambiente è tranquillo e solitario, ha un rapporto con il mondo tramite la televisione e i giornali di inverno. Ogni giorno prepara delle cartelle, lavora la mattina e scrive a macchina. Quando scrive un romanzo prima butta giù la prima stesura e poi rilegge e riscrive almeno due volte. Lo scrittore deve isolarsi ma può isolarsi anche in mezzo alla gente.
Alessia Campisano: Carlo Cassola, ormai anziano, vive nella sua villa vicino al mare in Toscana, a Cecina. Qui scrive a macchina e dedica ogni giorno alla stesura di circa venti cartelle. Cassola scrive ancora ispirandosi alle terre e all’amore che gli offre la sua adorata Toscana.
Ludovica Fares: Carlo cassola, ormai anziano,abita a marina di castagneto in toscana anche se ritiene puro caso il fatto che lui sia finito ad abitare li` perché avrebbe potuto benissimo trovarsi in una grande città come roma o milano avendo comunque la possibilità di isolarsi dal resto ( non per forza in maniera direttamente fisica, ma principalmente morale, infatti egli sostiene che una persona può benissimo isolarsi anche in mezzo alla gente) come e` secondo lui normale per uno scrittore. egli lavora tutti i giorni principalmente la mattina e scrive direttamente a macchina.
Alice Giannini: Carlo Cassola vive e lavora in una villa completamente isolata essendo immersa nella natura. La residenza si trova in Toscana, vicino al mare, appena fuori Cecina. Cassola non va in vacanza, lavora a macchina solitamente di mattina. Scrive molto ogni giorno. Cassola alla domanda: ”ma come fa se vive isolato dal mondo?” aveva risposto che ogni luogo di osservazione va bene se si osserva bene e è possibile individuare tutti i tipi di persone. La letteratura riproduce il rumore continuo della vita (anche titolo di una delle sue opere). In questo filmato-intervista dice che spesso questo rumore è provocato per esempio dall’incoscienza delle persone che andavano a divertirsi in vacanza persino durante la guerra. Infatti lo scrittore appare molto provato nel dire che le persone invece di preoccuparsi di una possibile terza guerra mondiale (la così temuta “guerra atomica”) è un certo disastro ecologico, vanno al mare ignari di tutto.
Francesca Leanza: Carlo Cassola, dopo aver lasciato l’insegnamento, ormai anziano, andò a vivere nella sua casa di Marina di Castagneto, vicino a Cecina, in Toscana, un modo per stare più vicino ai luoghi più cari alla sua fantasia, ovvero i luoghi descritti nei suoi romanzi. In quella casa tranquilla, isolata soprattutto d’inverno, ogni giorno, principalmente di mattina, Cassola scriveva diverse pagine con la sua macchina da scrivere. Per Cassola infatti uno scrittore deve isolarsi e scrivere almeno 10-15 cartelle di un romanzo al giorno, scrivere di getto e poi riscrivere.
Masi Lorenzo: Durante gli ultimi anni della sua vita Cassola lascia la sua città di residenza Grosseto e si ritira nella sua villa di campagna a Marina di Castagneto dove continua a scrivere romanzi di vita quotidiana nonostante vivesse in un luogo molto solitario per questo lui durante un’intervista di Beniamino Placido alla domanda “come si fa a scrivere un romanzo popolare come quelli di Balzac stando in un paese così piccolo come Cecina?” e lui rispose “basta saper osservare bene a prescindere dal luogo. Cassola così abituato continua a scrivere a macchina e scriveva almeno 10-15 cartelle al giorno.
Francesca Matera: Cassola dopo aver lasciato l'insegnamento, si stabilisce a Marina di Castagneto, dove si dedica quasi unicamente alla scrittura dei suoi romanzi: egli nell'intervista dichiara che scrive a macchina una bozza di circa 20 cartelle al giorno. Poi gli viene chiesto come faccia a scrivere di persone diverse non avendo molti contatti con l'esterno, e viene messo a confronto allo scrittore Balzac, che vive nella città di Parigi. Cassola replica che la realtà in cui vive è sì molto ristretta rispetto ad una grande città, ma se si è un acuto osservatore è possibile individuare le varie tipologie umane in qualsiasi ambiente.
Cecilia Mazza: Dopo aver lasciato l'insegnamento, da Grosseto Cassola si stabilì a Marina di Castagneto, vicino Cecina. Rifugiandosi nella quiete e nella tranquillità della località balneare che gli permette di dedicarsi completamente alla scrittura dei suoi romanzi, ed avvicinandosi così ai luoghi a lui più cari. In queste piacevoli e favorevoli condizioni Cassola ha continuato a scrivere nonostante l’età.
Marta Minoni: Cassola, ormai anziano si era stabilito nella sua villetta a Marina di Castagneto, dove, preferibilmente la mattina, si dedicava alla sua passione: la scrittura. Oltre alla tranquillità del suo giardino, adorava anche le località balneari, dove si dedicava alle sue faccende in compagnia della fidanzata, più tardi moglie, e del caldo sole estivo. Durante l’intervista specifica che il suo modo per iniziare a scrivere è quello di buttare giù tutte le idee che gli venivano in mente per poi scegliere con cura quelle più interessanti. Ci tiene inoltre a precisare, questo come risposta a una domanda del suo intervistatore, che non serve vivere a Parigi, citando Balzac, per capire i caratteri umani, ma che lui li ritrova anche lì nel suo piccolo paese.
Bianca Panico: Dopo aver lasciato l’insegnamento lavora nel giardino della sua villetta.
Gerardo Pignatiello: Cassola, ormai anziano, vive in una villa immersa nella natura vicino Cecina, una cittadina toscana, con la sua compagna e futura moglie Pola Natali. Cassola ammette di non avere molto tempo libero e continua a comporre romanzi a tempo pieno tutto l’anno senza concedersi una vacanza. La pace, la natura e l’amore che lo circondano continuano ad essere una fonte di ispirazione per Carlo, che lavora attivamente nonostante l’età.
Anita Raschetti: Lo scrittore si era ormai stabilito in quella che era la sua residenza estiva, nella quale trovava maggiore ispirazione, ritrovandosi isolato dalla realtà, situazione essenziale per uno scrittore. Egli ci rivela il suo metodo, ovvero scrivere in una prima stesura tutto ciò che gli “passava per la testa”, senza tener troppo conto dello stile con il quale lo faceva, per poi ri-analizzare questo miscuglio disordinato di idee e trasformarlo in qualcosa di più concreto.
Lavinia Remediani: lo scrittore, ormai anziano, si era stabilito nella sua piccola villa a Marina di Castagneto dove ormai, dopo aver abbandonato il suo ruolo per l'insegnamento, specialmente la mattina si dedica alla sua passione ovvero la scrittura in mezzo alla pace e alla tranquillità. Durante l'intervista Cassola racconta del suo metodo di scrittura ossia buttare giù qualche idea per poi sistemarla successivamente.
Gaia Rivabene: Dopo aver lasciato l'insegnamento, Cassola si trasferisce in una villa vicino al mare, molto isolata e tranquilla e continua a scrivere. Vive in questa villa con la sua fidanzata, non ancora moglie, Paola Natali. Egli rivela di non concedersi mai vacanze e di scrivere almeno 20 stesure al giorno. Dice inoltre che inizialmente raggruppa delle idee e poi le unisce scrivendo i romanzi. Per Carlo Cassola la sua villa, pur essendo molto semplice, è una grande fonte di ispirazione su cui parte la base di molti suoi pensieri.
Arianna Stocchi: Cassola da anziano andò a vivere in una casa abbastanza isolata a Marina di Castegneto, presso Cecina. Vive con la sua fidanzata e durante il giorno scrive. In particolare la mattina butta giù molte idee e scrive almeno venti cartelle al giorno. Cassola era affascinato dal posto in cui viveva in quel periodo perché riusciva a capire i caratteri umani anche non vivendo in città più grandi e più particolari.
Agata Berto: Cassola abita in una villa a Marina di Castagneto, presso Cecina vicino al mare, con un enorme giardino lasciato appositamente incolto. Cassola afferma di riuscire facilmente a trovare l’ispirazione per i suoi romanzi anche se isolato, data la quiete e la tranquillità del posto che gli facilitano la scrittura. Lo scrittore ama lavorare di mattina, dove può notare con più chiarezza tutte le tipologie umane alla luce. Infatti Cassola sostiene che ogni luogo di osservazione va bene se si osserva attentamente, qualunque esso sia ha sempre delle verità nascoste da cui venire a capo.
Martina Fassari: Cassola ormai anziano abita a Marina di Castagneto, vicino Cecina. Durante la giornata scrive, in particolare la mattina redige circa venti cartelle al giorno. Cassola riusciva a comprendere i caratteri umani nonostante non vivesse in una città molto grande.
Matteo Tili: Cassola è vissuto a Marina di Castagneto da ormai sette anni, come dice nell’intervista. Scriveva a macchina e dedicava molta pazienza e cura soprattutto alla revisione dei suoi testi a qui dedicava molto tempo.
Alessandra Villa: Cassola lavora principalmente la mattina nella residenza a Cecina, Marina di Castagneto, dove si è trasferito stabilmente da circa sette anni, e scrive a macchina.Per iniziare un romanzo butta giù una prima stesura,inoltre dice che un romanziere deve scrivere dalle dieci alle venti cartelle al giorno e ricontrolla due volte al giorno.
Perché lo scrittore critica la società del suo tempo?
Federica Amelotti : secondo lo scrittore Cassola, la società si concentra su aspetti irrilevanti e non riesce a cogliere veri problemi sociali ad esempio le guerre, il rispetto verso il pianeta e verso il prossimo.
Valeria Belli: Cassola critica molto la società del suo tempo perché la ritiene incosciente. Infatti pensa che le persone non si rendano conto dei vari problemi che affliggono il mondo, delle difficoltà a cui andranno in contro se continueranno a vivere così la loro vita. Nonostante questo però, lo scrittore ritiene interessante la spensieratezza di alcuni individui e la loro vitalità.
Giacomo Bellotta: Egli, pur amando la gente e la sua vitalità, riconosce che spesso la massa si comporta in modo “stupido” ed inconsapevole. Accecata e sedotta da bisogni superflui, non riesce a riconoscere quelli che sono i gravi problemi della società e del mondo. Le guerre, il rispetto del pianeta così come il rispetto verso “il prossimo” sono alcuni degli esempi che Cassola utilizza in questa profonda intervista.
Alessia Campisano: Cassola critica la società di quel tempo riconoscendola incosciente perché andavano tranquillamente a divertirsi in vacanza anche in tempo di guerra, senza temere quest’ultima e quella che sarebbe potuta essere secondo Cassola la fine del mondo dovuta ad una guerra atomica.
Valeria Costa: I fatti della vita sono gli stessi ovunque, le storie sono di condizione umana che si ritrovano dappertutto. L’estate è coinvolto dalla sua fidanzata in una vita più animata. In estate si fanno delle riflessioni sulle persone e sulle situazioni, è attento al rumore continuo della vita come dimostrazione dell’incoscienza generale. Le spiagge, l’affollamento e il fatto che la gente si goda le vacanze, dove c’è un rapido consumo di tutto. Cassola ama la gente e pensa che sia fondamentalmente buona ma stupida che va illuminata.
Ludovica Fares: egli ritiene la gente del tempo stupida se non menefreghista delle situazioni rovinose del tempo (problemi mondiali, guerra) la quale si reca in vacanza cioè a svagarsi senza pensare a tutti i mali che potrebbero accadere nel mondo. negli ultimi anni di vita Cassola si avvicina ai concetti anarchici.
Alice Giannini: Cassola critica la società di quel tempo perché considera un comportamento incosciente quello di andare in vacanza non preoccupandosi delle problematiche mondiali (terza guerra mondiale e disastro ecologico). Nell'ultimo periodo Cassola era (secondo i familiari) ossessionato dalle problematiche mondiali per questo emette gravi accuse contro le persone (da lui appellate come “stupidi” o “incoscienti”).
Francesca Leanza Per Cassola fare lo scrittore voleva dire essere attenti al rumore continuo della vita. Cassola amava la gente e pensava che fosse fondamentalmente buona, ma pensava anche che fosse stupida, perché da un momento all’altro avrebbe potuto uccidersi con le guerre e la catastrofe atomica.
Masi Lorenzo: Cassola critica la società del suo tempo perché la reputa eccessivamente incosciente per esempio lui riteneva che andare in vacanza con in atto la guerra fredda fosse una cosa da incosciente perché lui temeva un disastro atomico o ecologico. Infatti negli ultimi anni di vita Cassola si avvicina al partito dell'anarchia perché era dell'avviso che gli altri non facessero nulla per fermare la guerra fredda che avrebbe portato secondo lui alla terza guerra mondiale e quindi alla fine del mondo.
Francesca Matera: Nonostante Cassola amasse “il rumore continuo della vita”, ovvero la spensieratezza delle persone per esempio durante una giornata in spiaggia, talvolta egli la considerava come una dimostrazione di un’incoscienza generale. Quest'ultima, a suo dire, era sintomo di una distrazione verso le cose veramente importanti, come un terzo possibile conflitto mondiale e un disastro ambientale.
Cecilia Mazza: Cassola afferma che nonostante amasse la vitalità e la spensieratezza delle persone, come ad esempio durante una giornata in spiaggia, spesso queste ai suoi occhi risultavano ingenue e inconsapevoli. Secondo Cassola la problematica maggiore delle persone è l’incapacità di prestare attenzione ai reali problemi che affliggono il mondo, come le guerre, il consumismo, il poco riguardo per il pianeta,lasciandosi distrarre da cose di minor rilevanza.
Marta Minoni: Cassola pur nutrendo un grande amore verso l’umanità e la sua spensieratezza, talvolta considerava la specie umana stupida e impulsiva, e pertanto capace di generare una terza guerra mondiale.
Bianca Panico: Pensa che uno scrittore debba vivere in solitudine anche se si trova in una grande città perché i fatti importanti della vita sono gli stessi comunque e quindi una storia ambientata in una grande città ha lo stesso valore di una ambientata in un piccolo paese.
Anita Raschetti: Nonostante Cassola provasse un amore immenso nei confronti delle persone, le riteneva anche ingenue e spesso anche “stupide”. Affermava infatti che le persone andassero in vacanza per far soffocare le paure e le preoccupazioni quotidiane con il rumore del mare e le risate dei bambini. Pensava anche che azioni come il suicidio e la guerra fossero terribili “capricci” dell’uomo, che avvengono per opportunismo, spesso e volentieri per egoismo.
Lavinia Remediani: Cassola era molto legato alle persone per cui provava molto affetto. Questo va in contrasto però con il suo pensiero personale verso la gente comune che riteneva ingenua e che non si preoccupava di ciò che potesse accadere rispetto alla guerra.
Gaia Rivabene: Cassola amava la gente ma pensava anche che può essere molto pericolosa perché non si preoccupa delle cose che potrebbero accadere da un momento all'altro come le guerre o la fine del mondo. Perciò Cassola definisce la gente “stupida” in quanto ingenua è inconsapevole che si lascia distrarre da cose meno importanti.
Arianna Stocchi: Cassola era legato alle persone che amava ma era anche molto sincero nei loro confronti, spesso infatti le reputa ingenue, ha sempre detto loro quando sbagliavano. “ Potrebbe esserci la terza guerra mondiale oppure una tragedia economica”, questo disse durante un'intervista, per far capire che la vita potrebbe essere un’eterna vacanza ma ciò non giustifica il fatto che bisogna prestare attenzione ai veri problemi.
Agata Berto: L’ultima moglie di Cassola, Polia, porta lo scrittore al mare; è qui che lo egli esprime il suo dissenso per le persone che invece di preoccuparsi di cose rilevanti, si preoccupano di cose vane; come una presunta terza guerra mondiale, come la fine del mondo, come la finzione degli strumenti utilizzati indirettamente dallo Stato come i film catastrofici al cinema, o la vendita di armi sotto forma di giocattoli per bambini che incitano il popolo a pensare alla guerra come qualcosa di possibile, di scontato. Infatti Cassola afferma che nessuna ideologia si occupi di evitare realmente la guerra; né il capitalismo né il comunismo marxista e dice di sentirsi particolarmente vicino all’anarchia, movimento che non riconosce nessun partito politico come autorità. Solo che afferma in seguito il suo bisogno di uno Stato effettivo, discostandosi da questa visione anarchica, che però non influenzi i cittadini a sottovalutare aspetti della vita che dovrebbero essere distanti da ogni uomo.
Martina Fassari: Cassola pensava che della vitalità della gente,nonostante fosse ingenua,fosse un modo per allontanarsi dai brutti pensieri, magari trascorrendo una giornata al mare. Nonostante amasse le persone che lo circondavano pensava sempre in modo onesto nei loro confronti e ripeteva che le persone non si angosciavano di fatti realmente gravi ma di fatti banali.
Matteo Tili:: Cassola pensava che la vitalità della gente fosse un modo per allontanarsi dalla realtà e dai pensieri angoscianti. Secondo lui ogni Paese e città possiede varie tipologie di caratteristiche della gente che abita quel luogo. la letteratura, infine, come dice Cassola è il “rumore” provocato dall’incoscienza delle persone.
Alessandra Villa:Cassola pensa che l’attingere alla vitalità delle persone sia un lavoro continuo, ogni luogo di osservazione , che sia città come Parigi Roma o un paese, se si osserva attentamente è possibile così individuare le varie tipologie umane.La letteratura riproduce il rumore continuo della vita questo rumore è provocato anche dall’incoscienza delle persone che andavano a divertirsi nel periodo di guerra nel 1939 senza temere al disastro ecologico.