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Cineforum Cassola 2019, classe I E - Questionario

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Questionario sul film “La ragazza di Bube” di Comencini: confronto con il romanzo cassoliano

Come si apre il film? Le prime immagini rimandano ad un evento ricordato anche nel romanzo?


L’incontro tra Bube, Mara e suo padre è diverso nel film rispetto al testo di Cassola?


Nel film una scena successiva a quelle iniziali riprende un episodio posto nel romanzo in apertura. Di quale scena si tratta? Perché nel film l’episodio è stato postposto rispetto alla trama del libro, secondo te?


Perché le indicazioni stradali nel film sono tutte in lingua inglese?


Come è considerato Bube dalle donne presenti sulla corriera per Volterra? Un criminale o un salvatore?


Nel film la voce narrante è quella di Mara: è così anche nel romanzo?


Mara e Stefano vanno al cinema: guardando il film di Comencini, quali differenze noti tra le sale cinematografiche del dopoguerra e quelle attuali?


Come si presenta il paesaggio nel film? Le città/paesi come sono (specie Poggibonsi)?


Quale lavoro svolge Stefano nel romanzo? E nel film?


Quale lavoro svolge Mara nel romanzo? E nel film?


Il regista Comencini è d’accordo con lo scrittore Cassola a proposito delle responsabilità degli amici di Bube verso di lui? Lo scrittore a chi “dà la colpa” degli sbagli di Bube? E il regista?


Nel film il prete depone in tribunale: l’episodio è presente nel romanzo? Se no, perché a tuo avviso potrebbe essere stato introdotto dal regista?


Il film nel complesso riprende fedelmente il testo o lo tradisce nell’ambientazione e nelle intenzioni?


Come si apre il film? Le prime immagini rimandano ad un evento ricordato anche nel romanzo?

Amelotti: Il film si apre con l’incontro tra Mara, Bube e il padre di Mara, mentre il libro si apre con l’incontro tra Mara e Mauro

Belli: Nella prima scena del film si vede Mara, la protagonista, che si trova sul treno che corre  verso casa mentre ripensa al suo primo incontro con Bube. Questa scena non è presente nel libro.

Bellotta: Il film si apre con una Mara ormai adulta che osserva curiosa il paesaggio dal finestrino di un treno. Tuttavia, il suo pensiero e la sua attenzione sono rivolti ad altro, al nitido ricordo di quel luglio '44, quando tutto il suo paese era in festa per l’arrivo degli Americani. Il libro, invece, apre con l’incontro tra Mara, futura protagonista del romanzo, e Mauro, suo amico e “amante”.

Berto: Il film si apre con lo sguardo di Mara che osserva curiosa il paesaggio fuori dal finestrino del treno in corsa. La mente di Mara viaggia nel tempo e ritorna al ricordo nitido dei primi giorni di luglio del 1944, quando le macchine dei liberatori americani sferzavano di passaggio nella boscaglia fitta di Monteguidi. Mara ballava, cantava e le sue urla di gioia si mischiarono a quelle degli abitanti del paese,come all’unisono.

Bonini Michele: Il film si apre con Mara in viaggio su un treno ( non specificata la destinazione ) che riflette sulle vicende passate. Il libro invece si apre con l’incontro tra Mara e Mauro.

Campisano: Il film si apre con Mara su un treno che pensa e racconta a se stessa le vicende trascorse, in particolare ripensa al momento in cui ha conosciuto Bube. Il romanzo si apre con l’incontro tra Mara e Mauro.

D’Anna: l film si apre con la ragazza sul treno, il romanzo con un dialogo.

Fares: il film si apre con una scena di Mara seduta in un treno e subito dopo si vedono le scene di festa per la liberazione da parte degli americani. il romanzo inizia con l’incontro tra Mara e Mauro.

Fassari: Il film si apre con Mara in treno ed i militari che tornano. Le immagini riprendono la descrizione dei militari  nel romanzo.

Giannini: Il film si apre con il ritorno dei partigiani e Mara che si trova seduta vicino ad un finestrino di un vagone mentre va a trovare Bube che si trova in carcere ( il mezzo è probabilmente un tram o un treno ). Nel libro questa scena si trova alla fine, invece nel film la sequenza è divisa tra l’inizio e la fine dell’opera.

Leanza: Il film si apre con l’immagine di Mara su di un treno che ricorda la sua giovinezza e l’incontro con Bube nel giorno dell’arrivo degli Americani.

Masi: il film si apre con la protagonista, Mara, su un treno che ripensa al suo primo incontro con Bube. Le prime immagini del film rimandano all’arrivo delle macchine americane nel paese di Mara, presente anche nel romanzo.

Matera: Il film inizia con una ragazza su un treno, cioè Mara, che ricorda il primo incontro con Bube; non è lo stesso inizio del romanzo.

Mazza: Nella prima scena del film si vede Mara mentre, intenta a guardare fuori dal finestrino di un treno in corsa, rammenta tutti i bei momenti passati con Bube, il suo fidanzato. Il romanzo inizia in modo differente, ma la stessa scena si ritrova in uno degli ultimi capitoli, anche nel libro.

Minoni: Il film si apre con Mara che è in viaggio insieme a Bube per due settimane. Sì, questo evento è riportato anche nel romanzo, ma viene descritto nella seconda parte.

Panico: Il film inizia con Mara, su un treno, che ricorda il suo passato; le immagini continuano poi con la vittoria degli Americani durante la seconda guerra mondiale.

Pignatiello: La scena iniziale si apre con Mara sul treno, che guarda fuori e si conclude con l'arrivo degli Americani nel suo paese.

Politano: la pellicola si apre con Mara, la protagonista del film insieme a Bube, assorta nei propri pensieri durante un viaggio in treno verso la prigione del suo amato Bube. Tale situazione è presente anche nel libro ma a differenza del film che é posta nelle pagine finali dove Mara ricostruisce la vicenda del suo amore per Bube.

Raschetti: L’immagine d’apertura ritrae la protagonista Mara che volge il suo sguardo verso il paesaggio di campagna, perdendosi in esso, e riportandoci all’estate del ‘44, l’estate che le cambiò la vita. Quest’immagine non e’ riportata nel libro, credo sia solo un’aggiunta del regista appunto.

Remediani: Il film si apre con la scena di una ragazza di nome Mara su un treno. Il romanzo inizia con l'incontro mi Mara e Mauro.

Rivabene: Il libro si apre con l'incontro tra Mauro e Mara che parlano dalla finestra e litigano mentre il film si apre con l'incontro tra Bube e Mara in una piazza.

Stocchi: Il film si apre con Mara, la protagonista, che si trova su un treno mentre torna a Monteguidi e ripensa ai suoi momenti più felici. No, nel romanzo non è narrato questo momento.

Tili: Il film si apre con Mara in viaggio verso Volterra e l’arrivo degli Americani; dunque l’inizio è diverso da quello descritto nel romanzo.

Villa: Il film si apre con Mara in treno, mentre torna a casa a Monteguidi, è con i partigiani compreso Bube, anche loro di ritorno a casa. Il romanzo, invece, riporta il dialogo tra Mauro e Mara. Questo preciso particolare non è riportato nel libro che inizia invece nella noia grigia di un giorno qualunque, quando la protagonista avrebbe preferito trovarsi da qualsiasi altra parte.

 L’incontro tra Bube, Mara e suo padre è diverso nel film rispetto al testo di Cassola?

Amelotti: No, viene rappresentato nello stesso modo.

Belli: No, l'incontro è rappresentato nello stesso modo. Infatti sia nel film che nel romanzo si vede Bube che va a trovare la famiglia di Mara dopo la morte del suo fratellastro.

Bellotta: Il primo incontro tra Mara, suo padre e Bube viene rappresentato analogamente rispetto al film. Questo episodio, come è giusto che sia, rispetta in tutto e per tutto la narrazione, a partire dalle ambientazioni fino ad arrivare persino ai dialoghi.

Berto: Nel film accadono gli stessi avvenimenti che sono raccontati nel romanzo di Cassola, ma in questo caso più rapidamente. Persino le ambientazioni rispecchiano fedelmente le parole del libro, i dialoghi diretti sono, in molte situazioni, letteralmente uguali.

Bonini: No, l’incontro tra Bube, Mara e suo padre è uguale a quello raccontato nel romanzo.

Campisano: L’incontro è rappresentato più o meno nello stesso modo, con qualche differenza nel film rispetto al testo, ma non troppo rilevante.

D’Anna: Ci sono delle diversità ma l'episodio in sostanza rimane sempre lo stesso.

Giannini: L’incontro presente nel film è uguale a quello nel libro. 

Fares: No, l’incontro con il padre nel film non differisce da quello raccontato nel romanzo.

Fassari: L’incontro nel film è molto simile a quello nel libro.

Leanza: No, sono quasi del tutto rappresentati nello stesso modo

Masi: No, l'incontro tra Bube e la famiglia di Mara, nel film, è anche se con alcune piccole diversità come quello del romanzo

Matera: Non molto.

Mazza: No, il primo incontro tra Mara e Bube è rappresentato allo stesso modo sia nel film che nel libro. Anche del film viene fatta attenzione ad alcuni particolari della narrazione come il fatto che il padre di Mara non fossa a casa nel momento dell'arrivo di Bube, il che ha fatto si che i due potessero scambiarsi qualche parola, seppur imbarazzata, che fu poi l'inizio del loro rapporto.

Minoni: No è uguale a quello del libro.

Panico: L’incontro tra Mara e Bube viene raccontato nello stesso modo sia nel libro che nel film.

Pignatiello: L'incontro nel film è quasi identico a quello del romanzo.

Politano: la scena dell'incontro tra Bube, Mara e suo padre rispecchia perfettamente il testo. Bube si reca a San Donato per conoscere la famiglia dell’amico Sante, morto durante la pestilenza. Mara sorellastra di Sante accoglie Bube al suo arrivo e soddisfa la sua richiesta di aiuto porgendogli ago e filo per riparare i suoi pantaloni, a questo punto arriva il padre del defunto Sante e tra Bube e la giovane Mara nasce subito un amore.

Raschetti: Nonostante il tutto si svolta molto rapidamente, non ho notato differenze rilevanti, soprattutto nei dialoghi, spesso riportati nel film identici a quelli del libro.

Remediani: No, l'incontro è molto simile a quello del romanzo.

Stocchi: No, il film è molto simile ma elimina dei dettagli.

Rivabene: No, l'incontro è uguale a quello del romanzo.

Tili: No, secondo me rispecchia del tutto il libro.

Villa: L’incontro è simile, l’unica differenza è che Bube, nel libro, aspetta molto più a lungo il padre di Mara, per annunciargli che Sante è morto.

Nel film una scena successiva a quelle iniziali riprende un episodio posto nel romanzo in apertura. Di quale scena si tratta? Perchè nel film l’episodio è stato postposto rispetto alla trama del libro, secondo te?

Amelotti: Si tratta della scena nella quale Mara è affacciata dalla finestra ed ha una discussione con Mauro. Secondo me nel film è stato postposto per far capire al pubblico che prima di incontrare Bube, Mara era innamorata di Mauro.

Belli: Si tratta della scena in cui si vede Mauro che va sotto la finestra di Mara. Questa scena è stata posticipata nel film probabilmente per far capire che Mara provava qualcosa per Bube nonostante lo conoscesse da poco.

Bellotta: La scena a cui si riferisce la domanda è quello dell’incontro tra Mara e Mauro, di cui abbiamo già parlato in precedenza. In questo episodio Mara e Mauro si divertono stuzzicandosi a vicenda in modo, talvolta, anche “arrogante” e inopportuno (ad esempio quando Mauro le rimembra ciò che fecero nel casale mesi prima). Mara, però, non è visibilmente colpita dalle parole del giovane e lo tratta con sufficienza, come se avesse altro a cui pensare. Questo episodio è stato postposto rispetto all’ordine originale degli eventi poiché, secondo me, serve per accentuare il fatto che Mara, sin dal primo incontro con Bube, si sente legata a lui.

Berto: Si tratta della scena in cui Mara si affaccia alla finestra per parlare con Mauro, che tiene a ricordarle la sua presenza presuntuosa chiedendole di uscire di casa. Con il suo atteggiamento spavaldo le chiede di farlo entrare, rinfacciandole la sua debolezza nei momenti trascorsi in cui gli aveva permesso di toccarla, di baciarla; in cui gli aveva permesso di essere sua. Mara si fa desiderare, si diverte e con le provocazioni schernisce il suo leggero imbarazzo. Nel film l’episodio è stato postposto fin oltre l’incontro tra Mara e Bube, probabilmente per accentuare la fedeltà che fin dal primo momento lei serbava per il partigiano.

Bonini: L’incontro tra Mara e Mauro. Questa scena è stata postposta per far capire agli spettatori che guardano il film che, Mara dopo l’incontro con Bube se n’è subito innamorata e che non provava più alcun sentimento per Mauro.

Campisano: L’incontro con Mauro. La scena è stata postposta per far capire che Mara dopo l’incontro con Bube se ne era già innamorata. Questa scena ci mostra in effetti come Mara, che in precedenza si suppone abbia avuto una breve storia con Mauro, dopo l’incontro con il partigiano non ascolta le insistenti richieste di Mauro di uscire di casa.

Fassari: la scena di cui si parla è quella dove Mauro va sotto la finestra di Mara. Secondo me è stata posticipata  perché l’incontro con Bube per Mara era più importante.

Giannini: Nel libro la prima scena è quella dell’incontro tra Mara e Mauro, nel film è posticipata per far capire che Mara prova già qualcosa per Bube e non più per Mauro.

Fares: si tratta della scena tra Mauro e Mara dove egli la provoca riportandole alla mente tutti i trascorsi insieme che Mara non vuole ricordare e  viene postposto nel film per far intendere le prime attrazioni che aveva provato Mara già dal primo incontro con Bube.

Leanza: si tratta della scena in cui Mauro si reca sotto la finestra di Mara. Questa scena è stata messa dopo rispetto alle sequenze del libro per far capire che Mara provava già qualcosa per Bube.

Masi: la scena posticipata è la discussione tra Mara e Mauro, secondo me questa scena è stata posticipata all'incontro tra Bube e Mara per sottolineare che Mara nonostante avesse appena conosciuto Bube aveva già dei forti sentimenti per lui.

Matera: Si tratta della scena di Mauro: dato che egli aveva avuto una storia con Mara, secondo me l'episodio è stato inserito dopo per far capire che a lei non interessava più poiché aveva precedentemente incontrato Bube.

Mazza: La scena in questione è quella dell'incontro tra Mara e Mauro, un giovanotto del paese. Nel libro questa è la prima scena, ma non è lo stesso nel libro. Questo probabilmente perché il regista ha voluto evidenziare il fatto che Mara già teneva al suo rapporto con Bube dal loro primo incontro.

Minoni: L’episodio postposto è quello in cui Mara litiga con Mauro perché non lo fa entrare in casa. Secondo me questa parte è stata messa dopo per far capire che Mara ha provato subito qualcosa per Bube.

Panico: La scena in questione è quella in cui Mara parla con Mauro e probabilmente nel film è stata postposta per far capire agli spettatori quanto lei fosse già attratta da Bube.

Pignatiello: La scena in questione è quella nella quale  Mara ha una discussione con Mauro ed è stata posticipata per far capire da subito che Mara non era interessata a lui, bensì a Bube.

Politano: la scena in questione è la discussione tra Mara e Mauro, ed è stata posticipata per far capire che Mara provava qualcosa per Bube.

Raschetti: L’episodio in questione credo sia il dialogo tra Mara e Mauro. Nel film è stato postposto semplicemente per far spiccare subito all’occhio il carattere giocoso e stuzzicante di Mara, nonostante sia molto legata sentimentalmente al suo Bube.

Remediani: Si tratta della scena riguardante un dialogo tra Mara e Mauro che si reca sotto la sua finestra. È stata messa dopo per far intendere i sentimenti che Mara già prova nei confronti di Bube.

Rivabene: L’episodio postposto è quando Mara litiga dalla finestra con Mauro e secondo me è stato postposto rispetto alla trama del libro per far vedere che da subito Mara prova qualcosa per Bube.

Stocchi: L’episodio postposto è quello in cui Mara si affaccia dalla finestra e vede Mauro che si ferma sotto il suo balcone, chiacchierano ricordando i momenti passati insieme, ma Mara subito perde la pazienza e torna in casa. L’episodio è stato postposto per far capire che Mara già provava qualcosa per Bube.

Tili: L’incontro tra Mauro e Mara, secondo me, perché essendo una scena secondaria è stato scelto di spezzare la trama principale.

Villa: La scena di cui si tratta è l’incontro tra Mauro e Mara. Secondo me l’episodio è stato postposto, per far capire agli spettatori che Mara e Mauro, prima che arrivasse Bube, avevano una storia. .

Perché le indicazioni stradali nel film sono tutte in lingua inglese?

Amelotti: Perché nel dopoguerra in Italia erano presenti le truppe alleate americane.

Belli: perché all'epoca in Italia si trovavano gli Americani arrivati per salvare il nostro Paese e liberarlo dai Tedeschi.

Bellotta: Le indicazioni stradali erano tutte in lingua inglese perché sia in guerra che nel dopoguerra erano usate dalle truppe americane ed inglesi che avevano liberato il territorio.

Berto: Perché a quel tempo  gli Inglesi e gli Americani liberarono i territori italiani dalla guerra, e successivamente  le truppe alleate li gestirono.

Bonini: Perché gli alleati, che liberarono l’italia e che si trovavano in quei luoghi parlavano altre lingue rispetto all’italiano, come per esempio l’inglese.

Campisano: Perché c’erano gli alleati inglesi e americani che dopo aver liberato una parte dell'Italia, si stanziarono in quei territori.

D’Anna: perché gli Americani erano stati lì.

Giannini: Perché gli inglesi e gli americani avevano liberato parte dell’Italia, erano stati alleati dell’Italia durante la guerra (i territori italiani erano occupati e in parte gestiti dagli Inglesi e dagli Americani).

Fares: perché dopo o durante la liberazione in italia c’erano gli Inglesi e gli Americani.

Leanza: per la presenza americana l’indomani della guerra.

Masi: perché nel dopoguerra gli americani si erano stanziati li.

Matera: perché gli Americani avevano guidato anche lì le loro azioni militari.

Mazza: Le indicazioni stradali nel film sono tutte in lingua inglese poiché, nel dopoguerra, l'Italia era "sotto il controllo" di Americani e Inglesi.

Minoni: Perché in quel periodo erano arrivati in Italia gli Americani e gli Inglesi e le indicazioni dovevano essere comprensibili per loro.

Panico: Le indicazioni stradali nel film sono in lingua inglese, per sottolineare agli spettatori l’avvenuta liberazione da parte degli Americani.

Fassari: perché ci sono già i militari americani ed inglesi.

Raschetti: Perché l’Italia era appena stata liberata dagli inglesi e dagli americani, ma non era ancora del tutto libera da essi.

Pignatiello: perché in Italia in quel periodo erano presenti gli Americani, arrivati per liberare il nostro Paese.

Politano: Perché in quel periodo nel nostro paese arrivarono gli Americani per liberare il nostro paese.

Rivabene: Perché in quel periodo c'era la guerra e in Italia c'erano gli Inglesi e gli Americani.

Remediani: Perché durante quel periodo, ossia il dopoguerra, comandavano gli Americani e gli Inglesi dopo aver liberato l'Italia dal fascismo.

Stocchi: Le indicazione stradali nel film sono tutte inglesi perché in quel periodo ci furono gli Americani per liberare l’Italia dal fascismo.

Tili: Perché gli Americani erano passati di lì.

Villa: Perché gli Americani e gli Inglesi nel periodo dopoguerra erano stati a lungo dove è ambientato il film.

Come è considerato Bube dalle donne presenti sulla corriera per Volterra? Un criminale o un salvatore?

Amelotti: Era considerato un salvatore perché combatteva contro i fascisti.

Belli: Bube è considerato un salvatore dato che aveva combattuto come partigiano durante la guerra.

Bellotta: Il volto sollevato delle donne alla vista di quel giovane partigiano viene descritto come intriso di stima e fiducia sia nel libro che nel film. Bube, da tutti coloro che avevano sofferto la guerra sulla propria pelle, era considerato un giustiziere, un salvatore.

Berto: Sia il romanzo che il film descrivono la stima dipinta sul volto delle donne in corriera alla vista di Bube; i respiri di sollievo, la rassicurazione, la fiducia che aleggiava come polvere. Bube era un salvatore, un eroe che riportava vendetta e giustizia.

Bonini: Bube per queste donne era considerato un eroe, che avrebbe portato giustizia e pace a Volterra, infatti speravano in lui per punire il prete Ciolfi, un uomo che durante la guerra aveva favorito i fascisti.

Campisano: Dalle signore Bube era considerato un salvatore, una persona che avrebbe portato giustizia e tranquillità; infatti pensavano che avrebbe punito il prete Ciolfi, un persona che sosteneva i Fascisti durante la guerra, che era con loro sulla corriera.

Giannini: Bube è considerato un salvatore, infatti confidano in lui per uccidere il giovane prete che tutti ricordano perché durante la guerra era dalla parte dei fascisti ( volevano il prete messo a morte per vendicarsi dei civili uccisi ingiustamente).

Fares: essendo Bube amato dalle signore del suo paese o dei paesi nei dintorni per via dei suoi trascorsi da partigiano, egli era considerato come un salvatore al contrario del prete Ciolfi che sulla stessa corriera veniva considerato come un assassino.

Fassari: A Volterra viene accolto positivamente  da molte persone e viene considerato un salvatore.

Leanza: Era considerato un salvatore perché aveva combattuto come partigiano e aveva vendicato la morte ingiusta di molte persone.

Masi:era considerato un salvatore perché lottava contro i fascisti e vendicava le morti ingiuste del fascismo.

Matera: Le donne lo consideravano un salvatore perché rivendicava le persone uccise dai fascisti.

Mazza: Dalle donne sulla corriera come da numerosi cittadini di Volterra Bube era considerato un salvatore, dal momento che, essendo partigiano, numerose volte era intervenuto rendendo giustizia e rivendicando (alle volte anche in modo eccessivo) la morte di coloro ingiustamente uccisi dai fascisti.

Minoni: È considerato un salvatore perché è contro il fascismo.

Panico: Bube viene considerato un salvatore. Le donne sulla corriera gli chiedono di uccidere il prete per vendicare i loro cari che quest’ultimo aveva assassinato.

Pignatiello: Bube veniva considerato a Volterra una specie di eroe, tanto che al suo arrivo tutti lo acclamano.

Politano: l’appellativo di Bube é il “vendicatore”. Sulla corriera per Volterra è anche presente anche un prete, il quale durante la guerra aveva collaborato con i nazisti. Bube viene istigato ad assumere il suo ruolo di vendicatore e a picchiate il prete. Quindi assume un ruolo di salvatore.

Raschetti: È considerato un salvatore da tutti, avendo combattuto per la liberazione dell’Italia insieme ai suoi compagni, pur mettendo a rischio la sua vita.

Remediani: Bube, dalle donne presenti sulla corriera è considerato un salvatore anche se questo significava mettere a rischio la propria vita.

Rivabene: È considerato un salvatore perché  si batte contro i fascisti.

Tili: Un salvatore.

Villa: Bube è considerato un salvatore delle donne e tutte le persone indifese, mentre il prete Ciolfi un criminale ritenuto fascista.

Stocchi: viene considerato un salvatore, dato che stava vendicando i morti uccisi dai fascisti.

D’Anna: Viene considerato un salvatore.

Nel film la voce narrante è quella di Mara: è così anche nel romanzo?

Amelotti: No, nel romanzo la voce narrante è quella dello scrittore Cassola.

Belli: No, nel romanzo la narratrice non è Mara, bensì Cassola, l'autore del libro.

Bellotta: Nel romanzo, differentemente rispetto al film, la voce narrante è quella di Carlo Cassola, che racconta la vicenda in terza persona.

Berto: No, il romanzo è scritto in terza persona singolare, con un narratore esterno alla vicenda.

Bonini: No, nel libro il narratore è un personaggio esterno, molto probabilmente proprio lo scrittore stesso, ossia Cassola.

Campisano: No, il libro è scritto in terza persona e il narratore è una voce esterna.

Fares: No, il romanzo e` scritto in terza persona, quindi un narratore esterno racconta la storia.

Fassari: No, nel romanzo c’è un narratore esterno.

Giannini: Nel film la voce narrante è quella di Mara invece nel romanzo è una voce esterna che non fa parte della storia.

Leanza: No, nel romanzo è l’autore che narra la vicenda.

Masi: no, nel romanzo la voce narrante e quella dell'autore, Carlo Cassola.

Matera: No, nel romanzo la narrazione è in terza persona.

Mazza: Nel libro a differenza del film dove la voce narrante è quella di Mara, colui che narra è lo scrittore stesso, parlando in terza persona.

Minoni: No, nel libro la narrazione è di una persona esterna.

Panico: Diversamente dal film, nel libro il narratore non è Mara, bensì un esterno.

Pignatiello: Nel romanzo la voce narrante è in terza persona, mentre nel film la voce narrante è quella di Mara.

Politano: No, a differenza del romanzo in cui la voce narrante era Mara, nel film la voce narrante è un esterno.

Raschetti:  No, nel romanzo la voce narrante era dello scrittore, quindi esterna al contesto.

Remediani: No, nel romanzo la vicenda è narrata in terza persona e quindi dall'autore stesso.

Rivabene: No, nel romanzo la voce narrante è quella dello scrittore, autore del libro, Carlo Cassola.

Tili: No, il romanzo è scritto in terza persona.

Villa: No, nel romanzo il racconto è narrato da Carlo Cassola.

Stocchi: Nel film la voce che narra è di Mara mentre nel romanzo c’è un narratore esterno.

D’Anna: No: nel romanzo la voce narrante è quella di Cassola.

Mara e Stefano vanno al cinema: guardando il film di Comencini, quali differenze noti tra le sale cinematografiche del dopoguerra e quelle attuali?

Amelotti: Le sale cinematografiche del dopoguerra erano molto più grandi e all’interno c'erano molte più persone di quelle di oggi, infatti alcuni spettatori rimanevano a guardare il film in piedi; le sale erano anche dotate di balconcini e si poteva fumare all’interno di esse.

Belli: Una delle differenze più grandi è che le sale del dopoguerra erano molto più affollate di quelle moderne. Inoltre una volta non tutti avevano un posto a sedere, infatti nel film si vedono molte persone in piedi durante la proiezione.

Bellotta: Una volta la visione di un film, ma in generale anche il cinema, era un vero e proprio “evento” a cui si partecipava collettivamente. La sala, sempre affollata nonostante la grandezza, riservava pochi posti a sedere rispetto al numero di persone che partecipavano alla visione di una pellicola. Rispetto al fatto che allora molte persone assistevano al film in piedi, però, la differenza più importante sta nell’atmosfera che si creava in sala durante la proiezione, un’atmosfera calda, familiare, che permetteva di immergersi nella vicenda. In un certo senso, si potrebbe dire che il cinema, una volta, era più simile ad una sorta di teatro rispetto al cinema odierno.

Berto: Dentro le sale cinematografiche del dopoguerra si poteva fumare e i posti a sedere erano pochi rispetto alle persone che partecipavano alla visione del film. Infatti in molti restavano in piedi, per cui c’era tanta calca per entrare anche a proiezione inoltrata. La differenza era anche strutturale, dato che lo spazio dove si guardavano i film era molto ampio e aveva somiglianze evidenti ad un teatro, più che ad un cinema odierno.

Bonini: Nelle sale del dopo guerra possiamo notare che non c’erano posti a sedere per tutti, si poteva fumare e inoltre possiamo notare che durante la proiezione del film ogni spettatore poteva esprimere le proprie opinioni, sia positive che negative, cosa che invece non è possibile fare ad oggi durante la visione del film.

Campisano: Nel dopoguerra non c’erano posti a sedere per tutti, e quindi molti dovevano rimanere in piedi; inoltre le scene di questo film ci mostrano che nei cinema si poteva anche fumare, cosa che non è permessa nei cinema di oggi; un’altra differenza è appunto quella che ad oggi i posti sono numerati e quindi tutti hanno il proprio posto in cui sedere.

D’Anna: In quelle del dopoguerra si stava anche in piedi in caso se non ci fosse stato il posto a sedere, mentre in nelle sale di oggi i posti sono assegnati con tecnologie  e ciò consente di guardare il film ad alta definizione.

Giannini: Nelle sale del dopoguerra molte persone rimangono in piedi, infatti Stefano lascia a Mara l’unico posto libero che era rimasto.

Fares:  La prima differenza è che nelle sale cinematografiche del dopoguerra non erano presenti posti a sedere per tutti gli spettatori, la seconda è la possibilità di fumare all'interno del cinema e infine la terza è il tipo di abbigliamento usato nel cinema: infatti dal film possiamo vedere che nei cinema del dopoguerra le persone andavano vestite eleganti.

Fassari: Nella sala cinematografica del dopoguerra ho notato che non c’erano posti a sedere per tutte le persone che parlavano durante il film e potevano fumare, mentre  nei cinema di oggi ci sono i posti numerati, non si può parlare durante la proiezione ed è vietato fumare.

Leanza: All’epoca i cinema erano molto più affollati e la gente spesso si trovava anche in piedi, inoltre era permesso fumare e le persone esternavano le proprie opinioni fischiando o applaudendo al film. Ora invece nei cinema il posto è assegnato, non è possibile vedere il film in piedi, si deve fare silenzio ed è vietato fumare.

Masi:nel dopoguerra le sale cinematografiche erano molto più grandi rispetto a quelle odierne, si poteva stare sia in piedi sia seduti, si poteva fumare e soprattutto cosa vietatissima ora si parlava molto.

Matera: Nelle sale cinematografiche del dopoguerra le persone non sempre trovavano il posto a sedere, potevano fumare e fischiavano quando non apprezzavano alcune scene. Ora nelle sale ognuno siede in un posto assegnato, vige il divieto di fumare e non è corretto parlare durante la proiezione della pellicola.

Mazza: Le sale cinematografiche nel dopoguerra erano molto spaziose, sviluppate su due piani, ma con pochi posti a sedere rispetto al numero di spettatori nelle sale. Infatti nel film si vede che la maggior parte delle persone presenti nella sala sono costrette a guardare il film in piedi.

Minoni: Le sale del dopoguerra erano molto più grandi con grandi scalinate e balconcini sopraelevati con pochi posti a sedere. Infatti se non arrivavi presto, eri costretto a stare in piedi, come la maggior parte delle persone. Inoltre si poteva fumare, cosa invece vietata oggi.

Panico: Le sale cinematografiche del dopoguerra erano molto affollate, venivano fatte entrare al cinema molte persone, che spesso non trovavano posto a sedere e rimanevano in piedi durante la proiezione del film.

Pignatiello: Le sale cinematografiche del dopoguerra erano molto più grandi di quelle di oggi, con molti più posti ed inoltre era possibile fumare durante la visione del film.

Politano: La prima differenza che si nota è che le sale erano molto più grandi e non c’era posto a sedere per tutti, si riescono a vedere dei balconcini sopraelevati con posti a sedere, perciò se arrivavi in ritardo dovevi rimanere in piede, inoltre cosa vietata si poteva fumare.

Raschetti: La prima differenza che sale all’occhio è il fatto che non tutti potevano avere un posto a sedere, non essendo numerati. In più, parlando di un film degli anni '40, si poteva fumare all’interno dei luoghi pubblici. E come ultima differenza, più al livello estetico, è che le sale cinematografiche, assomigliavano a dei teatri.

Remediani: All'epoca i cinema erano affollati e la gente guardava il film anche in piedi invece attualmente nei cinema il posto era assegnato. Inoltre nel dopoguerra era permesso fumare ed esprimere il proprio giudizio o fischiando oppure approvando. Attualmente non è permesso.

Rivabene: Nelle sale cinematografiche del dopoguerra non c’erano posti numerati, ma colui che non trovava posto era costretto a guardare il film proiettato in piedi. Inoltre si poteva fumare  e le sale erano dotate di balconcino posto sopra la platea.

Stocchi: A differenza del cinema di oggi, nelle sale cinematografiche del dopoguerra, molte persone erano in piedi dato che i posti non erano numerati e riusciva a sedersi solo chi fosse arrivato prima. Inoltre c’era anche la possibilità di fumare, cosa che oggi nelle sale cinematografiche è assolutamente vietata.

Tili: Le sale cinematografiche del dopoguerra assomigliavano di più ai teatri, con spalti posti al di sopra al proiettore e posti a sedere solo per alcune persone.

Villa: Un tempo  al cinema potevano entrare le persone anche quando non c’erano posti a sedere per tutti. Si poteva anche fumare all’interno e prima, rispetto a oggi, il cinema costava pochissimo, cinquanta lire che equivale a centesimi di euro. Oggi, invece, è molto più costoso il cinema e, appunto, se non ci sono posti a sedere la sala è considerata piena e non disponibile.

Come si presenta il paesaggio nel film? Le città/paesi come sono (specie Poggibonsi)?

Amelotti: I paesi sono in parte ancora distrutti dalla guerra avvenuta poco prima.

Belli: Da quel che si vede, il paesaggio è ancora distrutto a causa della guerra da poco finita. Le strade sono sporche e rovinate.

Bellotta: Il paesaggio toscano, di Volterra, di Monteguidi, è caratterizzato da paesi arretrati, semidistrutti dai bombardamenti, manchevoli di scuole o piccole imprese.  Poggibonsi, invece, è definita come una città vera e propria, con negozi, fabbriche, scuole, ristoranti e cinema. Riguardo gli elementi paesaggistici il film è coerente rispetto al romanzo, preservandone gran parte degli elementi.

Berto: Il paesaggio di Volterra, come quello di Monteguidi, è quello di un paese arretrato,  con strutture diroccate in aperta campagna, con pochi negozi e poche trattorie, proprio come descriveva Cassola. Poggibonsi è definita invece come una città vera e propria, con fabbriche, fontane, cinema, ristoranti e luna park. Sugli elementi paesaggistici il romanzo e il film sono coerenti l’uno con l’altro.

Bonini: Ogni città è distrutta dalla guerra, con rovine e case abbandonate. La differenza che possiamo notare però a Poggibonsi è che quest’ultima  da’ l’idea di trovarsi una vera e propria città, con tutte le comodità che si potevano avere all’epoca: il cinema, le trattorie, i bar etc...

Campisano: Le città sono tutte distrutte dalla guerra e ricoperte da rovine. L’aspetto in cui però differisce Poggibonsi è che, rispetto alle altre piccole città di campagna, offre tutti i opportunità che solo le città avevano in quel tempo: cinema, trattorie e fabbriche.

D’Anna: Le città sono molto danneggiate a causa della guerra.

Giannini: Le città sono sporche e in parte distrutte dalla guerra. Alcune case sono abbandonate.

Fares: Nei paesi rappresentati nel film sono presenti i segni della guerra, come per esempio i bombardamenti che lasciano  le mura completamente crollate in alcuni edifici e i calcinacci per terra nel paese di Poggibonsi.

Fassari: Le città nel  film sono rurali ed in gran parte le abitazioni sono distrutte.

Leanza: Poggibonsi è distrutta, ma attraverso le impalcature che si vedono nel film si può dedurre che avevano intenzione di restaurare e ricostruire i palazzi. Il centro delle città era molto meno trascurato rispetto alla periferia.

Masi: le città presenti nel film sono molto antiche diroccate e colpite in modo particolare dalla guerra.

Matera: Monteguidi è distrutta, così come Poggibonsi. In quest'ultima, però, si vedono delle impalcature, perciò probabilmente avevano l'intenzione di riparare  i danni provocati dalla guerra. Anche il posto dove si rifugiarono Mara e Bube era stato bombardato.

Mazza: Il paesaggio risulta molto povero. Nelle strade dei paesi, specialmente a Poggibonsi, gli edifici sono in pessime condizioni, pareti crollate, tetti distrutti, abitazioni rase al suolo a causa della guerra.

Minoni: Molte città e paesini, come quello di Poggibonsi, sono distrutti a causa della guerra. Molto spesso ci sono manifestazioni e scontri tra i diversi schieramenti politici.

Panico: Il paesaggio nel film si presenta caratterizzato da città distrutte, in alcune scene, mentre in altre, appaiono affollate e con qualche modernità.

Pignatiello: Le città sono riprodotte bene nel film, sia perché sono simili a come le aveva descritte Cassola, sia perché molti paesi presentano palazzi distrutti tipici del dopoguerra.

Politano: le città sono distrutte dalla guerra avvenuta poco tempo prima, ma attraverso delle impalcature si nota che erano disposti a ricostruirle.

Raschetti: I paesi e le città rispecchiano esattamente la descrizione data sul libro; partendo da Volterra e Monteguidi, due paesini assolutamente arretrati, immersi nella natura agricola, mentre Poggibonsi e’ descritta e mostrata con una città molto avanti, con negozi, parchi di divertimento con giostre, cinema e tipografie.

Remediani: Le città sono molto moderne rispetto alle periferie malfamate e rovinate in particolare Poggibonsi che è parecchio sviluppato rispetto alle altre città.

Rivabene: Le città nel film sono in parte distrutte e molto affollate a causa della guerra; spesso nelle città  si svolgono manifestazioni o risse tra i differenti schieramenti politici.

Stocchi: Il paesaggio delle città e dei paesi si presenta in modo differente. Monteguidi, il paese di Mara, era a tratti distrutto e povero, non molto affollato rispetto ad altre città. Volterra invece disponeva di mercati e negozi, mentre Poggibonsi, un comune più grande, era più avanzato. Quando Mara si trova a Poggibonsi,infatti, si vedono cinema, parchi, fontane.

Tili: Il paesaggio nel film è un paesaggio di campagna con paesi distrutti, case rovinate e senza luce. Nelle città si trova  lavoro e ci sono anche i cinema.

Villa: Le città come, ad esempio Poggibonsi, considerato il periodo dopo guerra sono più distrutte dei paesi vicini.

Quale lavoro svolge Stefano nel romanzo? E nel film?

Amelotti: nel romanzo Stefano lavora in una vetreria, mentre nel film lavora in una tipografia.

Belli: Nel romanzo, Stefano lavora in una fabbrica come vetraio, invece nel film lavora in una tipografia.

Bellotta: Mentre nel romanzo Stefano lavora in una fabbrica di vetro come operaio, nel film ha un incarico in una tipografia (sempre, però, a Poggibonsi).

Berto: Nel romanzo Stefano lavora in una fabbrica di vetro di Poggibonsi come operaio mentre nel film lavora come tipografico, è il proprietario dell’attività e stampa le proprie novelle e poesie.

Bonini: Nel romanzo Stefano lavora come operai in una fabbrica, una vetreria, mentre nel film lavora come scrittore in una tipografia a Poggibonsi.

Campisano: Nel romanzo Stefano lavora in una vetreria, mentre nel film in una tipografia a Poggibonsi.

D’Anna: nel romanzo lavora in una fabbrica di vetro mentre nel film in una tipografia.

Giannini: Nel romanzo Stefano lavora in una fabbrica (vetreria), mentre nel film lavora in una tipografia infatti mostra a Mara come si stampano i giornali.

Fares: Nel libro Stefano lavora come vetraio in una fabbrica, mentre nel film lavora in una tipografia.

Leanza: Nel romanzo lavorava il vetro mentre nel film lavorava in una tipografia.

Masi: nel romanzo Stefano lavora come operaio in una fabbrica di vetro, mentre nel film lavora per una tipografia.

Matera: Stefano nel libro è un operaio in una vetreria, nel film lavora in una tipografia.

Mazza: Nel libro Stefano lavora duramente come operaio in una vetreria, mentre nel film ha un incarico in un tipografia.

Minoni: Stefano nel libro lavora come operaio in una vetreria, mentre nel film lavora in una tipografia.

Panico: Nel romanzo Stefano lavora il vetro, mentre nel film lavora in una tipografia, ma in entrambi i casi ha una passione per la scrittura di testi narrativi e di poesia.

Fassari: Nel romanzo lavora in una fabbrica di vetro mentre nel film è un tipografo.

Pignatiello: Nel  romanzo Bube lavora in una fabbrica, mentre nel film lavora come tipografo.

Politano: Nel romanzi Stefano lavora il vetro mentre nel film è un tipografo.

Raschetti: Nel romanzo Stefano era descritto come un artigiano del vetro, mentre nel film lavora come tipografo.

Remediani: Nel romanzo Stefano lavora il vetro mentre nel film, anche se non viene specificato il nome del lavoro, si suppone lavori in una tipografia.

Rivabene: Nel romanzo Stefano lavora il vetro mentre nel film lavora in una tipografia, scrive novelle e poesie.

Stocchi: Nel romanzo Stefano lavora il vetro, nel film invece lavora in una tipografia. Ama scrivere, infatti inizialmente scrive poesie e successivamente anche novelle.

Tili: Stefano nel romanzo lavora in una fabbrica, nel film lavora in una tipografia.

Villa: Stefano nel romanzo è operaio di una fabbrica che lavora il vetro mentre, nel film, lavora in una tipografia.

Quale lavoro svolge Mara nel romanzo? E nel film?

Amelotti :  nel romanzo Mara fa la casalinga, mentre nel film lavora in una stireria

Belli: Verso la metà del film, Mara inizia a lavorare in una stireria, invece nel romanzo la protagonista lavora come “donna delle pulizie”.

Bellotta: Nel romanzo Mara lavora come donna di servizio in una famiglia di Poggibonsi, invece, nel film, inizialmente lavora con Ines, una sua amica, in una stireria, e poi viene assunta nella tipografia di stefano.

Berto: Nel romanzo Mara lavora come donna delle pulizie per una famiglia di Poggibonsi, nel film invece lavora inizialmente in una stireria con la sua amica Ines e poi viene assunta nella tipografia di Stefano.

Bonini: Nel romanza Mara lavora come donna delle pulizia in una casa a Poggibonsi, insieme ad una sua amica Ines, mentre nel film lavora nella tipografia con Stefano.

Campisano: Mara nel libro lavora come domestica in una casa di Poggibonsi, mentre nel film lavora nella tipografia di Stefano.

D’Anna: Nel romanzo come domestica per una famiglia mentre nel film Mara lavora in una stireria-tipografia.

Giannini: Nel film Mara lavora prima in una lavanderia e dopo nella tipografia di Stefano. Nel romanzo lavora come domestica.

Fares: A Monteguidi Mara non svolge un lavoro ben preciso, quando arriva a Poggibonsi nel romanzo lavora come aiutante e domestica in una famiglia, mentre nel film lavora in una stireria e successivamente in una tipografia.

Fassari: Mara non svolge un lavoro; avrà un lavoro a Poggibonsi come domestica per una famiglia. Nel film lavora in una lavanderia, per merito di una sua amica, cioè Ines. Infine lavora con Stefano in una tipografia.

Leanza: Nel romanzo Mara faceva la donna di servizio mentre nel film lavorava in una stireria e successivamente nella tipografia insieme a Stefano.

Masi:nel romanzo Mara lavora come casalinga per una famiglia, mentre nel film lavora prima in uno stiratoio e poi insieme a Stefano in tipografia.

Matera: A Poggibonsi, Mara lavora  come donna di servizio secondo il romanzo, mentre nel film va a lavorare in una stireria.

Mazza: Nel libro Mara trasferendosi a Poggibonsi trova lavoro come donna di casa in una famiglia del paese, mentre nel film lavora in una lavanderia insieme all'amica Iris.

Minoni: Mara nel libro lavora come donna delle pulizie, invece nel film in una stireria.

Panico: Inizialmente nel film Mara lavora in una stireria, successivamente va a lavorare con Stefano in tipografia. Nel romanzo, invece, Mara lavora come donna delle pulizie.

Pignatiello: Nel film Mara lavora in tipografia, mentre  nel romanzo lavora come casalinga

Politano: Nel libro Mara lavora come casalinga mentre nel film Mara lavora in una tipografia dopo avere conosciuto Stefano.

Raschetti: Nel romanzo Mara aiuta una famiglia prendendo quasi il ruolo di badante, mentre inizialmente nel film lavora in una stireria e successivamente si mette a lavorare in tipografia con Stefano

Remediani: Nel romanzo Mara svolge il compito di una donna di servizio mentre nel film lavora in una stireria.

Rivabene: Nel romanzo Mara fa la donna di servizio, mentre nel film lavora in una lavanderia e poi nella tipografia dove lavora Stefano.

Stocchi: Nel romanzo, lei lavora come donna delle pulizie di una famiglia ricca. Nel film lavora in una stireria insieme ad Ines, successivamente nella tipografia di Stefano.

Tili: Nel romanzo non svolge un lavoro preciso, quando arriva a Poggibonsi lavora come serva per una famiglia del posto, nel film lavora in una stireria.

Villa:Mara nel romanzo non svolge un lavoro ben preciso. Solo quando arriva a Poggibonsi lavora come domestica per una famiglia del posto. Nel film,invece, lavora in una lavanderia. E successivamente lavora in una tipografia con Stefano.

Il regista Comencini è d’accordo con lo scrittore Cassola a proposito delle responsabilità degli amici di Bube verso di lui? Lo scrittore a chi “dà la colpa” degli sbagli di Bube? E il regista?

Amelotti: Il regista dà la colpa degli sbagli di Bube ai suoi amici che non lo hanno avvertito degli sbagli che stesse compiendo, mentre lo scrittore dà la colpa a Bube stesso.

Belli: Nel romanzo, lo scrittore dà la colpa degli sbagli di Bube alle circostanze difficili in cui ha vissuto, mentre nel film la colpa viene data agli amici stessi di Bube che lo hanno spinto a compiere gesti sbagliati.

Bellotta: Nel libro, lo scrittore ritrova la causa delle azioni sbagliate compiute da Bube in Bube stesso, attribuendogli tutte le colpe. Nel film, invece, Comencini scarica la colpa agli amici del protagonista, che lo hanno spinto a compiere gesti sbagliati e orribili. Il libro, però, fa capire infine che non ha importanza che sia colpa di tutti o di nessuno.

Berto: Nel libro e nel film gli stessi pensieri passano per la testa a Bube; all’inizio dei 14 anni di prigione il ragazzo dava la responsabilità delle proprie azioni ai compagni del Partito,al padre di Mara,agli amici che lo avevano incitato ad usare la violenza per soddisfare le proprie ire, identificandolo in questo modo come un eroe. Allo stesso tempo invece tutte le persone che lui riteneva responsabili della sua rovina sostenevano fosse colpa della guerra, del fascismo e del periodo storico. Infine il libro fa intendere che sia colpa di tutti e di nessuno, che non abbia importanza.

Bonini: Nel libro lo scrittore da’ la colpa allo stesso Bube, mentre nel film il regista attribuisce la colpa agli amici di Bube che lo hanno sempre spinto a commenteremo errori e sbagli.

Campisano: Non del tutto. Lo scrittore dà la colpa agli amici che non aiutavano Bube a capire gli errori che faceva e anche a Bube stesso, il regista invece da’ la colpa sia agli amici che alla guerra e al fascismo.

D’Anna: 1) Si è d'accordo 2) sì, dà la colpa a Bube 3) Dà la colpa agli amici.

Giannini: Lo scrittore dà la colpa agli amici di Bube che invece di aiutarlo per capire gli errori che commetteva, lo spingono a uccidere. Invece il regista accusa il fascismo e la guerra e ritiene giusto il sentimento vendicativo.

Fassari: Nel romanzo le colpe vengono date alle circostanze in cui si è trovato Bube, mentre nel film viene data la colpa ai suoi compagni.

Leanza: Nel libro lo scrittore dà la colpa alle circostanze in cui Bube si è trovato che lo hanno spinto alla violenza, mentre il regista dà la colpa ai compagni e ai partigiani.

Masi: il regista scarica la colpa su i suoi amici e sulla cattiva influenza che hanno avuto verso di lui spingendolo a compiere azioni improprie. Lo scrittore attribuisce invece gli errori a Bube perché le azioni che aveva fatto erano una sua scelta e responsabilità.

Matera: Lo scrittore dice che Bube agisce secondo le sue idee, mentre nel film il ragazzo dice che sono stati i suoi amici e non avergli aperto gli occhi quando avrebbero dovuto.

Mazza: Nel film il regista attribuisce le colpe di tutto l'accaduto dapprima agli amici di Bube che non lo fermarono nel momento opportuno, ma in seguito, soprattutto alla situazione del Paese, agli schieramenti politici e all'odio tra la gente dei paesi. Mentre per lo scrittore la colpa era di Bube che riflettendo troppo in alcune situazioni e si lasciò trascinare, ma a favore di Bube da la colpa anche al fatto che anche quand’era piccolo non aveva una guida, una figura paterna. In seguito ad alcune riflessioni dell'autore all'interno del libro si arriva alla conclusione che la colpa era di tutti e di nessuno... perché non c'era un vero colpevole di tutta la storia.

Minoni: Nel film il regista dà la colpa degli sbagli di Bube ai suoi amici, mentre nel libro la colpa è di Bube che ragiona troppo.

Panico: ...

Pignatiello: Nel film la colpa degli sbagli di Bube viene data agli amici.

Politano: Nel libro la colpa viene data a Bube stesso mentre nel film la colpa viene data agli amici di Bube.

Raschetti: Le idee personali di Bube rimangono invariate sia nel testo sia nel libro, per lui la colpa è di tutti gli altri compagni e sostenitori del partito, mentre gli altri danno la colpa alla situazione nel quale si trovava l’Italia, quindi alla fine xi chi era la colpa non era così importante.

Remediani: Cassola nel romanzo incolpa Bube, nel film vengono invece incolpati i suoi amici.

Rivabene: Il regista dà la colpa degli sbagli di Bube all’amico che aveva incontrato in trattoria, mentre lo scrittore dà la colpa a Bube stesso.

Stocchi: Lo scrittore nel romanzo  “dà la colpa” a Bube, dato che ragionava troppo con la sua testa e alle circostanze in cui si trovava che  l’avevano spinto a compiere gesti sbagliati. Nel film invece la colpa degli sbagli di Bube è data ai suoi amici.

Tili: Lo scrittore dà la colpa al modo in cui è cresciuto Bube e quindi alla povertà e alla voglia di libertà, invece il regista incolpa gli amici.

Villa: Lo scrittore dà la colpa al modo in cui Bube è cresciuto, ovvero alla povertà: da qui la sua volontà di sentirsi libero, importante, e il suo desiderio di ribellarsi. Il regista, invece, accusa i suoi amici partigiani.

Nel film il prete depone in tribunale: l’episodio è presente nel romanzo? Se no, perché a tuo avviso potrebbe essere stato introdotto dal regista?

Amelotti: No, l’episodio non è presente nel romanzo, secondo me l’episodio è stato aggiunto per evidenziare il fatto che era stato proprio Bube ad aiutare il prete.

Belli: No, nel romanzo questa scena non è presente. Io penso che sia stata aggiunta per rendere più inaspettato il finale, ovvero la lunga ed “ingiusta” condanna di Bube.

Bellotta: Contrariamente al film, nel romanzo questo episodio non è presente. Il regista, attraverso il processo, voleva evidenziare tutte le azioni giuste compiute dal protagonista, per far capire allo spettatore il fine reale e giusto delle azioni compiute da Bube (infatti anche il prete Ciolfi testimonia a suo favore).

Berto: No, nel romanzo il prete muore poco tempo prima del processo di Bube. Il regista probabilmente voleva evidenziare le azioni giuste e oneste del partigiano per far rendere conto allo spettatore del suo pentimento, della sua morale.

Bonini: No. La scena è stata aggiunta dal regista per far capire ancora di più l'innocenza che secondo lui aveva Bube e tutte le buone azioni che aveva fatto, dato che il prete depone a favore di Bube.

Campisano: No. Questa scena è stata introdotta per cercare di far capire a chi guarda questo film l’innocenza di Bube e anche le sue buone e giuste azioni, dato che il prete Ciolfi testimonia a suo favore.

D’Anna: Nel libro non è presente l’episodio,  però secondo me il regista lo ha inserito per spiegare in modo più chiaro l’accaduto.

Giannini: Nel romanzo questo episodio non è presente. Secondo me la scena è inserita nel contesto per far capire meglio che la guerra era la causa dell’omicidio commesso da parte di Bube. In un certo senso il prete si autoaccusa. Il secondo motivo è che in questo modo il regista ha creato un momento di attesa prima di scoprire la condanna di Bube.

Fares: Nel romanzo questo episodio non e` presente, il regista potrebbe averlo introdotto per evidenziare le minori colpe di Bube o per far intendere agli spettatori l’innocenza di Bube, dato che nel film egli consegna il prete alla polizia senza fargli del male.

Fassari: L’episodio nel romanzo non è presente: è stata inserita la scena per far capire che Bube in qualche modo voleva aiutare il prete.

Leanza: Questo episodio non è presente nel libro ed è stato aggiunto del regista per far capire che Bube aveva cercato di aiutare il prete.

Masi:l'episodio non è presente nel romanzo, io penso che il regista abbia aggiunto la testimonianza del prete per sottolineare la figura di salvatore di Bube.

Matera: Nel libro l'episodio non è presente. Probabilmente è stato introdotto in difesa di Bube da parte del prete.

Mazza: L'episodio non è presente nel libro, ma probabilmente è stato aggiunto dal registro per evidenziare il fatto che Bube era una brava persona che spesso era portato a fare cose cattive o violente spinto e incitato dalle altre persone, ma in fondo era d'animo buono e compassionevole ed era solo ancora troppo giovane per prendere decisioni così importanti indipendentemente.

Minoni: L’episodio del prete non è presente nel romanzo ma solo nel film. Secondo me è stato introdotto per far capire che Bube aveva avuto pietà nei confronti del prete e aveva comunque cercato di aiutarlo.

Panico: Questo episodio non è presente nel romanzo; credo che il regista lo abbia inserito  per giustificare che erano stati dati meno anni di prigione a Bube rispetto a quelli prestabiliti.

Pignatiello: no, la scena del film non è presente nel romanzo.

Politano: No, nel romanzo questa scena non è presente mentre penso che nel film sia stata aggiunta per evidenziare che sia stato Bube ad aiutarlo.

Raschetti: No, nel romanzo il prete decede prima del processo di Bube, il regista voleva probabilmente evidenziare la morale giusta di Bube e il suo buonsenso.

Remediani: Questo episodio non è presente nel libro. A mio avviso potrebbe essere stato introdotto dal regista per far intendere la benevolenza e il buonsenso di Bube.

Rivabene: L’episodio non è presente nel romanzo; secondo me è stato introdotto dal regista per evidenziare che a Bube non era contro il prete come gli altri, ma voleva aiutarlo.

Stocchi: No, nel romanzo non è presente. A mio parere il regista l’ha introdotto per far capire meglio che Bube aveva cercato di aiutare il prete e infatti viene condannato a meno anni di carcere.

Tili: Non è presente nel romanzo, a mio avviso è stato aggiunto per dare una prova in più e aiutare lo scagionamento di Bube?

Villa: L’episodio non è presente nel romanzo. Potrebbe essere stato introdotto dal regista per far capire che il prete Ciolfi non era del tutto un criminale.

Il film nel complesso riprende fedelmente il testo o lo tradisce nell’ambientazione e nelle intenzioni?

Amelotti: Secondo me, il film è simile al romanzo, eccetto alcune piccole scene che sono diverse o messe in un ordine diverso rispetto al romanzo.

Belli: Per molti aspetti il film è diverso dal romanzo, specialmente per alcuni gesti e azioni dei personaggi. In linea di massima, però, le scene sono simili e i cambiamenti apportati non influiscono sul senso della storia.

Bellotta: Sebbene il film vari di alcuni particolari e tagli su alcune parti, la storia, le intenzioni morali, i personaggi,  le ambientazioni e i dialoghi rimangono fedeli al libro di Carlo Cassola.

Berto: Le ambientazioni sono quasi sempre fedeli al romanzo, la morale della trama del film riesce a dare un’idea che assomiglia alle parole di Cassola.

Bonini: Il film si presenta in maniera abbastanza fedele, con qualche differenza minima e poco rilevante; i paesaggi sono stati riprodotti fedelmente e le intenzioni sono più o meno simili.

Campisano: Il film è abbastanza simile l romanzo, con qualche piccola differenza, ma nel contesto segue l’intento e la morale dello scrittore.

D’Anna: Il film è molto simile al romanzo.

Giannini: Nel complesso il film riprende alla lettera il romanzo, molte scene sono uguali al testo mentre altre sono aggiunte (secondo me) per fare appassionare gli spettatori al film.

Fares: Alcuni dettagli non sono presenti nel libro (alcune scene tra Mara e Bube) e viene cambiato l’ordine di alcuni avvenimenti, ma il film riprende fedelmente le linee base del romanzo.

Fassari: Nel complesso resta fedele, anche se alcune parti vengono cambiate.

Leanza: Riprende fedelmente il testo, cambia solo qualche particolare, ma nel complesso rimane coerente con il libro.

Masi: il film ricalca fedelmente il romanzo senza effettuare grandi stravolgimenti alla trama del libro.

Matera: Sì, nel complesso la trama del film riprende quella del libro, ma ovviamente nel film sono state omesse o aggiunte delle parti e alcune scene sono state anteposte o postposte ad altre.

Mazza: Si, sicuramente il film rimane molto fedele a ciò che è scritto nel libro, alcuni dialoghi sono addirittura uguali. Solo in alcune parti il regista ha preferito mettere in risalto alcuni concetti o avvenimenti.

Minoni: Il film nel complesso riprende abbastanza fedelmente il libro, tranne alcune variazioni che però in qualsiasi film tratto da un libro sono necessarie per volere del regista.

Panico: Credo che il film riprenda abbastanza fedelmente il romanzo, almeno nelle parti più importanti, seppur adattando la storia alle esigenze cinematografiche.

Pignatiello: Complessivamente il film è molto fedele al romanzo, tranne che per alcuni piccoli passaggi.

Politano: Il film a mio parere riprende fedelmente il romanzo eccetto alcune scene.

Raschetti: A parer mio, nonostante alcuni dettagli siano stati cambiati nei due contesti, trovo che il messaggio e la morale della storia non mutino, non essendo i cambiamenti importanti per la comprensione del messaggio.

Remediani: Riprende fedelmente il testo a parte qualche notevole particolare, altrimenti rimane a tema con il romanzo.

Rivabene: Secondo me il film riprende fedelmente quasi tutto il testo, tranne alcune scene che sono state aggiunte o cambiate d’ordine.

Stocchi: Sì, il film riprende fedelmente il testo anche se in alcune scene mancano dei particolari. Le ambientazioni sono le stesse.

Tili: Il film a mio parere riprende molto bene il testo tanti che, in alcune scene, lo traspone. In pochissime sequenze il film è diverso dal romanzo e, secondo me, riesce anche a migliorarlo.

Villa: Sì, nel complesso lo rispetta, però ci sono alcune scene in cui il regista ha cambiato alcune parti, come quando Mara va a trovare Bube in prigione a Firenze.

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