I signori Saffoncini amano la letteratura; fin da quando erano una giovane coppia di sposi, negli anni ’50, hanno curato la composizione della loro biblioteca, scegliendo gli scrittori contemporanei a loro più cari, disponendo con ordine i volumi per autore e provvedendo a rendere unico il loro angolo di svago grazie ad una prerogativa: i testi devono essere tutte prime edizioni (fig.1).
La scelta, a dir poco impegnativa, rivela la passione per la lettura in un’Italia nella quale acquistare novità letterarie significava avere una bella determinazione: in quell’epoca lontanissima da internet e dalle informazioni on line, per acquisire una prima edizione sarà stato necessario non solo frequentare librerie, ma conoscere i tempi e i modi di pubblicazione dell’autore. Ma i Saffoncini, che avevano apprezzato la coralità di Fausto ed Anna, l’anti eroismo de I vecchi compagni, il lirismo introspettivo de Il taglio del bosco, il realismo di Rosa Gagliardi, l’intensità di Un cuore arido e la lucida riflessione storica de La ragazza di Bube, con determinazione non si lasciano sfuggire le novità del loro autore prediletto. E non sono gli unici.
Anche Paola ama la narrativa cassoliana e nel 1964 ha un grande privilegio: incontra Carlo Cassola. Ai lavori già editi dell’autore, la giovane lettrice aggiunge allora una copia del nuovo romanzo Il cacciatore che vanta una dedica autografa personalizzata: “Alla signorina Paola Giubbi, molto cordialmente, Carlo Cassola” (fig.2).
Da quel momento, per circa trent’anni, Paola, probabilmente, e certamente i signori Saffoncini continuano ad arricchire la loro raccolta aggiungendo anno per anno tutti i lavori cassoliani. Lo scaffale della libreria dedicato si affolla di testi: compare non solo La casa di via Valadier, come ci si aspetta, ma anche i Tempi Memorabili di Fausto ed Anna Cavorzio, il treno luogo dell’anima di Ferrovia Locale, il paesaggio volterrano di Paura e Tristezza, il Monte Mario del tenente Varallo e, dalla fine degli anni ’70, la “trilogia atomica” Il superstite, Ferragosto di morte, Il mondo senza nessuno ed i romanzi antimilitaristi e pacifisti dell’ultima fase, tra i quali l’apologo Il paradiso degli animali. La produzione cassoliana viene seguita fino alla conclusione: nella collezione compaiono i Due racconti del 1983, stampato in tiratura limitata e fuori commercio, e Le persone contano più dei luoghi del 1985, proseguimento di Un cuore arido e ricordo d’infanzia dello scrittore, anche questo edito in tiratura limitata. Ai romanzi seguono la saggistica e le note critiche (fig. 3): dal più recente La società militarista del 1978 alla celebre inchiesta I minatori della Maremma del 1956 (https://ascuolaconcassola.piloalbertelli.it/index.php/news/114-i-minatori-della-maremma).
La raccolta di quarantanove titoli accuratamente conservati non è soltanto un excursus sulla produzione dell’autore, ma un piccolo monumento alla letteratura e alla passione per la lettura che sempre si conserva nel tempo. Un monumento che non avremmo potuto conoscere se l’erede, il signor Ernesto Saffoncini, con rara gentilezza, non ci avesse generosamente segnalato la sua preziosa collezione, inviandoci una mail. La sola lettura dei titoli è …..un ottimo ripasso dell’autore per i nostri studenti, così come sono d’esempio per tutti noi la completezza della collezione, creata in un così lungo lasso di tempo, e la conservazione perfetta dei testi.
D’ora in poi alle donne letterarie cassoliane Anna, Anita, Franca, Rita, Nelly, Giovanna e Mara potremo aggiungere, a giusto titolo, il nome reale della signorina Paola; ancora un ringraziamento a lei e alla sua intraprendenza, al signor Saffoncini per l'attenzione che ci ha riservato, e a Carlo Cassola, sempre vivo nelle opere e tra le persone legate al suo Liceo.
Michela Nocita
*Riprendo qui il titolo del volume di Federica Marchetti, Cassola ritrovato. A 100 anni dalla nascita (e a trenta dalla morte), ed. Il foglio, Livorno 2018.
Della signorina Paola, la dedicataria de Il cacciatore nominata in questa nota più volte, non si conosce l’identità.