È Domenica mattina e prontamente le campane di Sant’Antonio mi svegliano alle ore 8. Apro le finestre della mia camera e mentre osservo il cielo limpido invernale, sento l’odore della brezza mattutina che spinge il mio naso sin fuori le grate. Allora decido di vestirmi rapidamente, mi metto delle cuffie, faccio partire della musica jazz ed esco di casa. Già dal cortile ottagonale fuori dal portone, riesco a vedere le meraviglie invernali della mattina, come la rugiada, il pavimento umido, il fumo che esce dalla canna fumaria delle caldaie, denso e bianco come una nuvola.
Allora a tempo di musica passeggio per via San Remo, che da 16 anni a questa parte mi ha caldamente ospitato, e mi dirigo a piazza Asti, la piazza di fronte alla chiesa le quali campane infastidiscono ed affascinano tutto il quartiere. Mentre cammino mi soffermo ad osservare gli alberi privi di foglie, e subito mi vengono in mente le immagini della rosea primavera, che ogni anno colora quegli alberi a schiera per tutta la via del colore rosa, e pensandoci, già riesco ad intravedere i primi, minuscoli, boccioli ancora in formazione. Alla fine della via, costeggio la piazza girando a destra, e mi ritrovo di fronti ad i portici del palazzo a fianco. Continuo a costeggiare e mi fermo al bar Asti, storico bar della piazza. Faccio un’abbondante colazione, giusto perché è Domenica, scambio due chiacchiere col barista Simone ed esco, ritrovandomi al lato destro della via di fronte a sant’Antonio: via Matera. Questa via ospita dei meravigliosi ed altri alberi, sempre spenti per via della stagione. Mi faccio guidare dalla musica ed ecco che affiorano i ricordi della primavera. Passeggio ancora dritto per via Matera, passo deciso e forte, il cervello ormai è in perfetto funzionamento, e alla fine della via, girando a destra, vedo la salita del mercato di via Orvieto, centro etnico del quartiere, dove andavo con nonna a comprare gli alimenti per il pranzo della domenica. Giro ancora a destra, su via Taranto, e lentamente mi rincammino verso casa. Proprio su quel tragitto penso a quanto questo quartiere, negli anni mi abbia regalato: ogni posto specifico dove ho appoggiato i piedi quella mattina durante la mia passeggiata ha associato ad esso uno specifico ricordo, che affiora alla mente solo in quell’istante, ed è proprio quando decido di alzarmi la mattina presto per camminare, avvolto dal vento e dagli odori invernali, che riesco a rivivere al meglio i ricordi del quartiere Appio Latino.