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Passeggiata notturna - Irene Fabbri

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Scendo le scale del palazzo di corsa, cercando di non cadere trascinata dal mio cane che appena capisce che sto per portarlo giù inizia sempre a tirare, impaziente di uscire all’aria aperta. Esco dal giardinetto del condominio e giro l’angolo a destra. Di giorno solitamente faccio un altro percorso, passando per il parco, cosi da poter sciogliere Blues e correre un po’ con lui, ma quando è buio faccio sempre il giro più lungo che posso.

Mi piace camminare la sera. Prima percorriamo il perimetro del nostro palazzo, poi iniziamo quello dei palazzi circostanti. Ha sentito un’ odore vicino la ruota di una macchina, devo fermarmi e accontentarlo. Riprendiamo il nostro percorso. Mi piace passeggiare la sera perché non c’è mai nessuno, non si sentono i rumori delle auto, il suono del vento e la luce soffusa dei lampioni mi da quasi l’impressione di essere nella mia casa in campagna. Quando cammino sul marciapiede mi incanto sempre a guardare gli alberi dall’altro lato della strada che aprono un boschetto buio e che muovendosi con il vento mi sembrano quasi persone. Distratta rischio perennemente di inciampare sullo scalino dell’inizio del marciapiede successivo che non vedo mai per la poca luce. Continuiamo a camminare. Passiamo davanti al portone di un palazzo dove qualcuno lascia sempre un piattino di plastica con del cibo avanzato per i gatti del quartiere e che Blues cerca sempre di raggiungere. Arriviamo alla fine della strada e giriamo nuovamente a destra passando su una macchia di cemento più chiaro rispetto alla strada. Le prime volte che ci passavo accanto pensavo fosse fango e cercavo sempre di evitarla. Entriamo nella piazzetta centrale che accomuna tutti i condomini. Da qui posso vedere chi ha ancora la luce accesa e chi no. C’è sempre una bandiera spagnola appesa allo stesso balcone da quando sono arrivata qui, che con i suoi colori accesi si vede anche di notte. Attraversiamo completamente la piazza, saliamo le scalette e per prolungare ancora un po’ giriamo a destra. Passiamo davanti ad una scuola di musica dove la luce resta accesa fino alle 23:30. Attraversiamo la strada e infine passiamo sul mio punto preferito: è una grata gigantesca all’interno di un prato, è sopra un garage e da lì proviene sempre una musica suonata da una qualche band che per non dare fastidio si rifugia sotto terra. Passiamo oltre. Torniamo al punto di partenza, e anche oggi abbiamo fatto il giro dell’isolato .

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