Mi sveglio al sorgere del sole. La luce del sole filtra, attraverso le persiane, sulle pareti della mia camera. Mi alzo dal letto: devo prepararmi. Una volta uscita di casa, mi incammino verso scuola. Da via Ludovico Muratori, la via in cui abito, giro verso via Mecenate. Qui mi perdo a guardare i fiori di pesco sugli alberi, e i loro petali che vengono trascinati dal vento e cadono sul marciapiede, talmente belli che nessuno avrebbe il coraggio di calpestarli. Questa è la parte del percorso che preferisco: è una strada molto silenziosa e camminarci mi fa sentire leggera.
Svolto poi su via Merulana, davanti al teatro Brancaccio e continuando dritto per dritto arrivo a Piazza Santa Maria Maggiore. Ogni volta che passo davanti alla basilica rimango meravigliata dalla sua maestosità e dal bellissimo contrasto che creano i suoi colori con l’azzurro del cielo. Camminando in mezzo alla piazza, guardando verso la fontana, osservo i volti degli sconosciuti e immagino cosa stanno pensando in quell’esatto momento, da dove vengono o dove stanno andando: mi piace fantasticare su misteri che non mi saranno mai rivelati. Infine arrivo davanti scuola, all’entrata principale. Mi fermo ancora, mi volto indietro e alzo gli occhi al cielo. Anche oggi sono in ritardo.