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Passeggiata al Parco degli Acquedotti - Luca Panico

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È domenica mattina e mi sveglio di soprassalto dopo aver avuto un incubo, ma subito mi tranquillizzo. Sento i raggi del sole attraversare le persiane e adagiarsi sul mio corpo, questa sensazione di piacere mi fa capire che la mattinata non va sprecata a casa. Faccio colazione, mi lavo, mi vesto ed esco subito. Uscendo dal portone di casa comincio ad intravedere qualche vecchietto che si dirige al supermercato davanti casa mia per fare la spesa, e questo mi rende ancora più felice, perché capisco che è ancora presto. Mentre mi incammino verso il parco decido di non chiamare nessun amico; ho bisogno di stare solo e riflettere.

Comincio a sentire le urla dei bambini che vengono dal parco, presi a giocare a pallone. Mi fermo per un attimo; mi viene voglia di unirmi a loro, ma mi rendo conto che non sarei in grado di giocare poiché assolto da troppi pensieri. Decido dunque di riprendere la camminata. Addentrandomi nel parco comincio a sentire una brezza che mi riporta alle giornate estive passate con il mio gruppo di amici al mare, questa brezza mi rende speranzoso poiché mi fa pensare che l’estate sta per arrivare. Mentre assaporo questa brezza simile a quella marina, mi accorgo di aver svoltato subito a destra; allora comincio a pormi delle domande su questa decisione; infatti sono solito girare a sinistra verso una strada sterrata che mi conduce al “percorso vita” interno al parco. Non trovando una risposta continuo a camminare. Dopo circa venti metri dalla svolta, mi sento confuso e disorientato, pur essendo già passato per quella via indeterminate volte. Comincio a guardarmi intorno e trovo qualcosa con cui distrarmi. Noto che una persona (suppongo un volontario addetto alla cura del parco) comincia a sradicare una pianta essiccata e ormai in punto di morte.

Involontariamente associo quest’immagine a mio nonno; sento i brividi che mi scendono sul corpo, comincio a sudare e le gambe mi tremano. Tutto si ferma per qualche secondo. Dopo aver ripreso contatto con la realtà mi giro bruscamente per tornare indietro cercando di scacciare questo pensiero. Mentre torno indietro improvvisamente incontro una mia amica. Salutandola, mi rendo conto di averla distratta dai suoi pensieri. Il saluto mi viene ricambiato dopo pochi secondi, e grazie a questo capisco che neanche per lei è una buona giornata. Facendomi coraggio le propongo di continuare la passeggiata con me, dicendole che ci possiamo confortare reciprocamente comunicandoci i nostri dubbi e le nostre paure. Comincio a sentirmi meglio, un’energia vitale mi attraversa tutto il corpo e mi incoraggia, mi spinge a proseguire e a dimenticare. Finalmente, con lei, riesco a svoltare su quella maledetta strada sterrata.

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