A scuola con Cassola

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  • Passeggiate romane

Le composizioni giovanili della raccolta “La Visita” sono fonte di ispirazione per queste inedite “Passeggiate romane” e per lo pseudo autobiografico “Dal diario di un liceale” già pubblicato negli Atti A scuola con Cassola, Edizioni Spolia 2017. Il giovane Carlo ci parla attraverso la sua pagella, custodita nell’archivio del nostro Liceo, quindi passeggia con noi alla scoperta della città, come accade nei suoi racconti brevi “Studenti” e “Gli amici”.

Percorso dal Ghetto Ebraico alla Via del teatro di Marcello - Elisabetta Barzotti

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La pioggia cade incessantemente. Le scarpe, ormai bagnate, percorrono la strada senza fermarsi. Il ghetto ebraico non mi è mai apparso tanto silenzioso come in questo pomeriggio autunnale. La luce fioca dei lampioni mi fa stringere gli occhi per vedere in mezzo alla tempesta. Svolto a sinistra e percorro una breve salita, dove, tra le vie del ghetto, sorge una piccola chiesa: San Giorgio al Velabro, davanti alla quale nel 1993 la mafia compì il suo primo attentato alla capitale. Mi rifugio sotto il porticato, nell’attesa del cielo sereno. Mi guardo intorno e intravedo la porta principale aperta. Entro e sento una melodia classica provenire da un pianoforte poto davanti all’altare della chiesa. Aspetto e ascolto, finché un debole raggio di luce colpisce una vetrata. Esco sulla strada, e guardando il cielo ormai limpido, riprendo la strada verso casa.

L’infinito rosa - Chiara Di Fabio

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Passeggiata da casa alla terrazza del Pincio

Ero lì, nella mia cameretta concentrata su quell’odioso problema di matematica che da ore ormai provavo a risolvere, ma non riuscivo veramente a trovarne una soluzione: forse la stanchezza, forse la semplice malinconia di dover stare chiusa in quelle quattro mura grigie, mentre fuori c’era un mondo che continuava a vivere, a divertirsi sotto quel sole magnifico, tiepido, mite e non sotto quel sole insopportabile che “spacca le pietre”.

Fu proprio in quel momento, mentre cercavo quell’incognita per risolvere il problema, che un raggio di sole penetrò attraverso le tende e fu proprio qui che presi il mio telefono e le mie cuffiette e uscii di casa.

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Passeggiata per il quartiere - Matilde Minenna

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Appena uscita dal portone del mio palazzo un vento freddo mi investe e cerco di stringermi ancora più forte al mio cappotto, troppo leggero per la stagione. Giro a sinistra, sulla parte di marciapiede lasciata ancora in vecchi sanpietrini, e sono costretta a svicolare tra la massa di genitori che tra una chiacchiera e l'altra aspettano l'uscita dei figli dalla scuola antistante.
Continuo fino a piazza Dalmazia e giro recandomi alla fermata dell'autobus.

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Ricordi di un cielo rosa: da Pietralata a Piazza di Spagna - Giada Sindotti

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Era aprile, una di quelle giornate calde ma non troppo, per questo ero uscita con il giacchetto sotto al quale però portavo una maglia nera, con le bretelline. Mi affrettavo ad arrivare alla metro, sapendo di aver già fatto tardi, cercavo di non inciampare nelle radici degli alberi che ormai devastano quasi tutti i marciapiedi. Scendo velocemente dei gradini, di un colore rosso mattone ormai sbiadito; mi soffermo un attimo a guardare il dipinto ancora fresco disegnato su una delle facciate della stazione. Arrivo in banchina ed aspetto la metro per un lasso di tempo che sembra eterno, con lo sguardo fisso sulle pareti della stazione. Scendo alla mia fermata ed attraverso il lungo corridoio che porta all'uscita; mi inoltro così in un luogo in cui ero stata poche volte e del quale non avevo molti ricordi; ero arrivata a Piazza di Spagna. 

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Passeggiata al Parco degli Acquedotti - Luca Panico

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È domenica mattina e mi sveglio di soprassalto dopo aver avuto un incubo, ma subito mi tranquillizzo. Sento i raggi del sole attraversare le persiane e adagiarsi sul mio corpo, questa sensazione di piacere mi fa capire che la mattinata non va sprecata a casa. Faccio colazione, mi lavo, mi vesto ed esco subito. Uscendo dal portone di casa comincio ad intravedere qualche vecchietto che si dirige al supermercato davanti casa mia per fare la spesa, e questo mi rende ancora più felice, perché capisco che è ancora presto. Mentre mi incammino verso il parco decido di non chiamare nessun amico; ho bisogno di stare solo e riflettere.

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  1. Passeggiata Monti Tiburtini - Lada Bressi
  2. Passeggiata” mattutina nel quartiere Monti - Beatrice Buonopane
  3. Passeggiate a Roma - Elena Meucci
  4. Il palazzo del freddo - Francesca Marazzi

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