Le composizioni giovanili della raccolta “La Visita” sono fonte di ispirazione per queste inedite “Passeggiate romane” e per lo pseudo autobiografico “Dal diario di un liceale” già pubblicato negli Atti A scuola con Cassola, Edizioni Spolia 2017. Il giovane Carlo ci parla attraverso la sua pagella, custodita nell’archivio del nostro Liceo, quindi passeggia con noi alla scoperta della città, come accade nei suoi racconti brevi “Studenti” e “Gli amici”.
Salgo le scale della metro, circondata dal brusio delle persone.
Sbuco fuori dall’edificio, e nel cielo già scuro mi viene incontro l’insegna luminosa della farmacia, che trattiene la mia attenzione fino a quando non si allarga il campo su dei condomini di mattoni. A quest’ora, concessami da un’alternanza così tardiva, pur non notandosi il bel colore del cotto, ho comunque qualcosa da osservare.
Tanti piccoli quadrati si accendono sulle facciate regolari dei palazzi, formando bizzarre composizioni geometriche; così sbircio dentro, e posso vedere lampade, librerie, tende chiuse. Qualche volta ho la fortuna di scorgere un abitante, assorbito nelle sue faccende.
Mi sveglio al sorgere del sole. La luce del sole filtra, attraverso le persiane, sulle pareti della mia camera. Mi alzo dal letto: devo prepararmi. Una volta uscita di casa, mi incammino verso scuola. Da via Ludovico Muratori, la via in cui abito, giro verso via Mecenate. Qui mi perdo a guardare i fiori di pesco sugli alberi, e i loro petali che vengono trascinati dal vento e cadono sul marciapiede, talmente belli che nessuno avrebbe il coraggio di calpestarli. Questa è la parte del percorso che preferisco: è una strada molto silenziosa e camminarci mi fa sentire leggera.
Ci voleva proprio un gelato in questa calda giornata, io e Lada siamo appena uscite da una delle più antiche gelaterie di Roma: Fassi; a vederla non sembrerebbe proprio una gelateria, forse per la sua grandezza o per la sua eleganza non adeguata a quella via … Infatti appena superato il confine del Palazzo del freddo, si iniziano a notare le prime differenze: mentre il palazzo di prima è bianco o meglio l’unico bianco e ben tenuto, ora davanti a me non ci sono altro che bidoni della spazzatura, colori su tonalità nero e rosa spento, e cineserie.
È una mattina di sole, penso tra me e me che è una giornata sprecata per non fare una bella passeggiata al centro, così raduno le mie cose ed esco di casa. Scendo le scale del mio appartamento e attraverso il giardino del mio condominio, l’erba è alta, i fiori variopinti sono spuntati dalla terra. Non appena esco di casa cammino lungo il solito tragitto di tutte le mattine per arrivare alla metropolitana, che questa volta non uso per arrivare a scuola.
Esco dal portone di casa mia, mi fermo un attimo a riflettere se attraversare la strada e prendermi un gelato da Fassi o meno: vada per il no, fa troppo freddo. Devo andare a rione Monti, devo vedermi con una cara amica, sono un po’ in ritardo, per cui ho una ragione in più per non prendermi un gelato in solitudine.
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